
Andora. Sta leggermente meglio “Marta”, la gattina investita che il 17 dicembre scorso era stata soccorsa dai volontari della croce bianca di Alassio (attiva con il Progetto Amici Animali) nella zona di Piangrande ad Andora.
L’animale, piuttosto giovane, era stato quasi certamente investito da un mezzo: aveva diverse fratture, lacerazioni estese e ha perso l’orecchio destro.
“Nonostante l’operazione sia clinicamente riuscita – riferiscono i volontari che si stanno prendendo cura di lei – permane la prognosi riservata, anche se illuminata da un cauto ottimismo. Il veterinario che ha eseguito l’intervento riferisce che le fratture sono state ricomposte ed è stato esportato un ematoma di rilevante entità che premeva su alcuni organi. Inappetente già dal momento dell’incidente, è ora alimentata tramite flebo. Un ottimo segnale sarebbe il ritorno dello stimolo di nutrirsi, anche indice di reattività; il percorso post operatorio si preannuncia abbastanza lungo e faticoso. I prossimi giorni saranno decisivi”.
Le ricerche e le informazioni assunte portano a pensare con quasi assoluta certezza che si tratti di una randagia: “Per questo, volendo essere ottimisti, al termine del percorso riabilitativo valuteremo se sarà possibile reinserirla nel suo ambiente. In caso contrario e se il suo carattere lo permetterà le cercheremo una bella famiglia”.
L’animale, come detto, è stato ribattezzato Marta: “In altre occasioni – spiegano dalla croce bianca – abbiamo scelto il nome dei mici soccorsi in base al santo del giorno. Per una coincidenza, o forse è stato un segno del destino, il 17 dicembre era San Lazzaro. Chiamare ‘Lazzaro’ una micia, peraltro con un musino così simpatico, non ci è sembrato opportuno; dopo una breve ricerca abbiamo scoperto che il santo famoso per essere tornato camminare aveva una sorella di nome Marta; da qui trae origine il suo nome”.
Secondo i volontari, il “bollettino medico” di Marta non è un semplice aggiornamento di una notizia riguardante un animale in difficoltà, che ha rischiato la vita, ma una “storia di Natale colma di speranza”.