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Politica

Velox, Ciangherotti replica a Giuliano: “Per la Provincia impossibile fare sconti, chi è stato fotografato pagherà”

Il presidente della Provincia nega che i due velox di Albenga producano multe per 5 milioni di euro, ma il forzista è convinto dell'esattezza dei numeri

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Velox, Ciangherotti replica a Giuliano: “Per la Provincia impossibile fare sconti, chi è stato fotografato pagherà”
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Provincia. “I dati che ho pubblicato mi sono stati dati dalla Provincia e quindi sono certificati. Il gettito è stato calcolato tenendo conto di quanto previsto dal codice della strada. Il presidente smentisce le cifre? In questo caso non smentisce me, ma i dati degli uffici che le hanno raccolte. O il dato di bilancio, che evidentemente è da rivedere in quanto chiaramente troppo basso”.

Così il consigliere provinciale Eraldo Ciangherotti risponde al presidente della Provincia Monica Giuliano, che ha smentito i dati pubblicati dall’esponente di Forza Italia riguardanti e potenziali infrazioni rilevate dai due autovelox posti sulla Sp6 tra San Fedele e Lusignano a partire dal 3 agosto scorso.

Per quello che riguarda il primo, che monitora il traffico che va da Albenga a Villanova, in tutto sono stati rilevati 12.267 infrazioni per eccessi di velocità fini ai 60 chilometri orari (per un totale di 502.947 euro di multe), ben 15.733 infrazioni per eccessi tra i 61 e gli 89 chilometri orari (per 2 milioni e 643 mila euro), 207 infrazioni per eccessi tra i 90 e i 109 chilometri orari (per 109.089 euro) e ancora 25 infrazioni per eccessi oltre i 110 chilometri orari (per 20.525 euro). Dall’altro lato, l’apparecchio che controlla i veicoli in viaggio da Albenga a Villanova ha rilevato 7 mila e 33 infrazioni per eccessi fino ai 60 chilometri orari (per 288.353 euro), ben 8.862 infrazioni per eccessi tra i 61 e gli 89 chilometri orari (per un milione e 489 mila euro circa), altri 140 infrazioni per eccessi tra i 90 e i 109 chilometri orari (per 73.780 euro) e infine 9 verbali per eccessi oltre i 110 chilometri orari (per 7.389 euro).

Secondo Ciangherotti, in tutto i due apparecchi avrebbero rilevato decine di migliaia mila multe che porteranno nelle casse della Provincia oltre 5 milioni e 130 mila euro di incasso. Il sindaco di Villanova d’Albenga Pietro Balestra fa notare che questa cifra è ben superiore a quella prospettata nel bilancio previsionale discusso dall’assemblea dei sindaci all’inizio della settimana che si sta concludendo e cioè un milione e 300 mila euro.

La risposta di Monica Giuliano non si è fatta attendere: “La cifra inserita nel bilancio è stata fornita dal dirigente del settore competente: non sta alla parte politica individuare quelle che sono le previsioni di bilancio sulla base di dati tecnici. Si tratta di un dato prudenziale e tiene conto di quanto il settore viabilità prevede di incassare. In altri termini, si tratta dell’importo che presumibilmente si ipotizza di incassare ed è diverso da quello che emerge a monte dalla fase di accertamento, che ha un notevole scarto e prevede una quota di contenzioso. Il numero di foto scattate dai singoli autovelox non corrisponde mai al numero di accertamenti che vengono effettivamente realizzati. Prima che il responsabile firmi l’accertamento, infatti, c’è una fase di analisi e di scarto (alcuni rilevamenti vengono scartati per molteplici motivi: contenziosi, ricorsi, situazioni imprevedibili). Insomma, una cosa è il dato che emerge dai rilevamenti e una cosa è il dato successivo all’accertamento”.

Insomma, “una cosa sono le foto scattate dai velox e un’altra sono gli accertamenti. Il dato messo a bilancio è una stima prudenziale. Ben altro sarà il dato relativo alle multe incassate, che sarà disponibile solo a gennaio (le istruttorie richiedono almeno 60 o 90 giorni per essere completate). Le foto potranno anche essere migliaia, ma occorre fare una scrematura prima di emettere le sanzioni. Quindi le migliaia di foto non corrisponderanno ad altrettante multe”.

La contro-replica di Ciangherotti è arrivata a stretto giro: “I dati che ho pubblicato mi sono stati forniti dall’ufficio viabilità della Provincia, che mi ha rilasciato una lettera certificata. Le infrazioni sono state suddivise per fasce chilometriche in modo da capire quanti fossero i ‘conducenti distratti’ che hanno violato i limiti di pochi chilometri senza volontà di correre e quanti invece siano quelli pericolosi che mettono a rischio l’incolumità delle persone. Poi abbiamo calcolato l’entità delle sanzioni tenendo conto del minimo previsto dal codice della strada”.

Ogni eccesso di velocità prevede delle multe con cifre minime da dipendono dall’entità dell’infrazione: 41 euro per gli eccessi fino a 10 chilometri (tenendo conto che l’infrazione parte da chi supera i 52.5 chilometri orari, visto che il velox è tarato con una tolleranza del 5 per cento), 168 oltre i 10 chilometri e fino a 40, dai 40 ai 60 chilometri 527 euro, oltre i 60 chilometri 821 euro più il decurtamento di punti dalla patente per ogni successiva infrazione.

“Moltiplicando i dati forniti dall’ufficio viabilità per i minimi delle sanzioni da applicare dettati dal codice della strada esce fuori un valore superiore a 5 milioni di euro – sintetizza Ciangherotti – Giuliano sostiene che non tutte le infrazioni rilevate corrisponderanno ad una multa? Speriamo sia così. Ma dubito che la Provincia disponga di un sistema in grado di selezionare i trasgressori valutando le infrazioni reali da quelle non reali. Chi supera i limiti e viene fotografato viene necessariamente sanzionato. Ripeto, me lo auguro, ma ad oggi tanti passaggi rilevati fanno tanto incasso, almeno dal punto di vista delle previsioni. Non c’è alcuna possibilità che siano messi in discussione o che ne siano contestate solo alcune e altre no. Specie perché la Provincia dà per scontato di aver segnalato correttamente la presenza del velox e perché non ci sono fasce di orario ‘franche’. Le infrazioni sono tutte reali”.

Insomma, secondo Ciangherotti “il milione e 200 mila di gettito messo a bilancio è così basso perché in Provincia non pensavano ci fosse così tanto margine. Un esempio: l’autovelox mobile usato dalla polizia municipale di Albenga produce in un anno un milione e 200 mila euro, cioè 100 mila euro al mese. Ovviamente una postazione fissa come quelle sulla Sp6 producono molto di più. La cifra messa a bilancio, quindi, è chiaramente sottostimata”.

C’è poi un altro fatto: “La polemica relativa ai velox di Albenga è scoppiata dopo che tanti automobilisti avevano già pagato le multe in modo da usufruire degli sconti previsti per chi salda entro cinque giorni dal ricevimento della cartella. Queste persone non potranno riavere indietro i loro soldi nemmeno in caso di annullamento. Il primo autovelox è già stato dichiarato illegittimo quindi è chiaro che il pacchetto di multe che ha prodotto verrà bloccato. Se anche il secondo verrà dichiarato irregolare, allora saranno tutte annullate. I cittadini potranno fare ricorso, ma intanto i passaggi rilevati sono quelli: i numeri parlano chiaro. E’ impossibile che queste multe non ci siano”.

Luca Berto
12 Novembre 2016 alle 13:36
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