
Liguria. “Alfa per noi è l’inizio di un nuovo modo di impostare le politiche legate alla Formazione e al Lavoro in maniera congiunta e di rapportarci a un ente, Arsel, che è cambiato nel tempo, è stato implementato nelle funzioni e doveva essere necessariamente riorganizzato per essere efficace. Questo è il punto di partenza della riforma: vogliamo garantire l’efficienza dell’ente, alla luce dei nuovi compiti e ruoli che ad esso sono stati affidati”. Lo hanno affermato gli assessori regionali alla Formazione Ilaria Cavo e al Lavoro Gianni Berrino subito dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale al Ddl 107 che sancisce la nascita di “Alfa” (Agenzia Lavoro Formazione Accreditamento), la nuova Agenzia regionale per il Lavoro, la Formazione e l’Accreditamento.
Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 14 contrari (minoranza) è stato infatti approvato il Disegno di legge 107: Istituzione dell’Agenzia regionale per il Lavoro, la Formazione e l’Accreditamento (ALFA) e adeguamento della normativa regionale.
Grazie a questa riforma “avremo due aree definite – ha spiegato l’assessore alla Formazione Ilaria Cavo – e non più una congestione di funzioni che aveva creato confusione. Un’area specifica sarà dedicata al diritto allo studio così da garantire a questa importante funzione l’attenzione che merita con un direttore ad hoc e una sua autonomia. Per quanto riguarda le residenze, i posti non saranno diminuiti, come invece qualcuno dell’opposizione voleva far credere, e, anzi, eventualmente aumenteranno perché abbiamo aperto nuove due residenze”.
“Il nucleo centrale di Alfa guidato dal direttore generale di tutta l’Agenzia si occuperà di politiche delle formazione e del lavoro con un organismo intermedio dedicato alla gestione del Fondo Sociale Europeo. La nuova Alfa dovrà poter far fronte a tutte le funzioni che diverse leggi negli ultimi anni le hanno attribuito, a partire dalla formazione professionale che oggi è in capo alla Regione e non più alle Province. Grazie a questa riforma sarà garantita la gestione delle sedi provinciali di Alfa in modo efficiente affinché diventino punti di riferimento per il territorio. Alfa dovrà occuparsi anche di accreditamento dei privati per quanto riguarda i servizi del lavoro”.
“Per tutte queste ragioni – ha concluso l’assessore Cavo – questa riforma era necessaria e urgente: rispecchia le esigenze di azione di questa Giunta, rafforza il diritto allo studio, organizza e armonizza tutte le politiche della Formazione e del Lavoro”.
L’assessore Berrino ha ribadito che “l’asse tra la formazione e il lavoro è fondamentale per mettere a sistema le risorse sia regionali, sia statali sia europee (Fse). Non è sufficiente che la politica sia coerente e che i due assessorati collaborino come è avvenuto fin dal nostro insediamento: abbiamo sentito l’esigenza, per evitare le storture del passato, che questa collaborazione fosse sancita per legge, con la norma che oggi la dato vita ad Alfa. Pensiamo – ha concluso – sia un passo fondamentale, rigettiamo l’ironia di chi dice che abbiamo cambiato solo il nome: non siamo qui per questo ma per creare un nuovo sistema che anche grazie ad Alfa darà respiro e attenzione a questi due settori, fondamentali per la crescita economica e lo sviluppo di tutto il territorio”.
Tra le attività in capo a Alfa, una particolare attenzione al comparto dell’orientamento, il monitoraggio delle prestazioni erogate anche al fine di valutarne la qualità; il monitoraggio delle politiche del lavoro, il coordinamento dei servizi pubblici e privati di incontro tra domanda e offerta di lavoro e la loro promozione presso le imprese; la gestione del registro dei datori di lavoro socialmente responsabili. A coordinare le nuove funzioni di Alfa sarà il direttore generale che, con la responsabilità della gestione amministrativa, organizzativa e finanziaria, sarà nominato, a seguito di avviso pubblico, dalla Giunta. Rimarrà in carica per cinque anni e il suo incarico sarà rinnovabile.
Il provvedimento riorganizza e razionalizza da un punto di vista amministrativo Arsel, ente strumentale che svolge funzioni operative in materia di istruzione, formazione e lavoro. Questa riorganizzazione, che prevede la nascita di una nuova Agenzia, profondamente rinnovata, denominata “Agenzia regionale per il Lavoro, la Formazione e l’Accreditamento” (di seguito Alfa), è necessaria a seguito della stratificazione di importanti provvedimenti normativi intervenuti successivamente alla costituzione di Arsel, avvenuta con la legge regionale numero 43 del 24 dicembre 2013 (Istituzione dell’Agenzia regionale per i servizi educativi e per il lavoro). Infatti, in seguito all’approvazione della legge n. 56 del 7 aprile 2014 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusione dei comuni), la cosiddetta Legge Delrio, che ha ridisegnato i confini e le competenze delle amministrazioni locali, la precedente giunta regionale aveva operato la scelta di riaccentrare presso di sé le competenze in materia di formazione professionale, che prima spettavano alle Province, trasferendone poi la gestione ad Arsel. Questa avrebbe dovuto altresì svolgere il delicato ruolo di organismo intermedio del Fondo Sociale Europeo (Fse). In pratica, a poco più di un anno dalla sua nascita, Arsel si trovava a dover svolgere tutte quelle mansioni che fino a quel momento svolgevano le Amministrazioni Provinciali, dovendo perciò acquisire anche competenze molto tecniche e complesse, legate alla formazione ed alla gestione dei fondi europei.
Attraverso la Legge regionale 10 aprile 2015 numero 15 (Disposizioni di riordino delle funzioni conferite alle Province in attuazione della Legge 7 aprile 2014 n.56) l’allora legislatore regionale di fatto si era limitato a giustapporre ad un ente appena nato ed ancora in fase di consolidamento, nuovi compiti e un nuovo ruolo estremamente complesso e bisognoso di un’organizzazione specifica ed articolata anche su base territoriale. Nei fatti tale scelta non si è rivelata idonea dal punto di vista dell’operatività proprio per la sua complessità: era quindi necessario avere da una parte, uno strumento operativo agile e adeguato ai bisogni dei cittadini, in grado di supportare la Regione nell’attuazione della sua attuale e futura programmazione, dall’altra “un’antenna” sul territorio per intercettare i bisogni formativi e lavorativi della popolazione, con una particolare attenzione alle esigenze delle imprese per favorire la crescita economica ed il rilancio occupazionale della nostra regione.
Come si evince dalla legge regionale sulla crescita (Legge regionale 16 febbraio 2016, numero 1 “Legge Sulla Crescita”, il cosiddetto growth act), la volontà politica della nuova giunta regionale è conseguire la maggior omogeneizzazione possibile delle politiche attive del lavoro e della formazione, politiche che devono procedere in maniera coordinata ed interconnessa per garantire un miglior servizio all’utenza, l’ottimizzazione nell’utilizzo dei fondi pubblici a disposizione, e il maggior risultato possibile in termini occupazionali. Tali finalità vengono perseguite attraverso una nuova organizzazione ed un potenziamento del nuovo ente che metterà a sistema l’esperienza di Arsel e l’apporto delle nuove professionalità pervenutegli dalle amministrazioni provinciali. Per questo le sedi territoriali vedranno rimodulata la propria organizzazione. L’inizio del 2017 vedrà, inoltre, l’Agenzia impegnata in una nuova funzione: diventare tecnostruttura per la gestione degli accreditamenti dei servizi al lavoro e per i connessi necessari controlli di qualità sul servizio erogato, sulla base del decreto legislativio. 150/2015 (il cosiddetto job act).
Questa forma di accreditamento va ad aggiungersi, e dovrà integrarsi, alle altre due forme di accreditamento la cui gestione tecnica è già annoverata tra le funzioni dell’ente, l’accreditamento degli organismi formativi e l’accreditamento degli organismi formativi che effettuano corsi di formazione in obbligo di istruzione. Questa riorganizzazione deriva anche dalla necessità di rispettare pienamente i dettami di Bruxelles garantendo una reale separazione tra le funzioni di organismo intermedio del Fse e gli altri importanti compiti che Alfa eserciterà. Tale separazione deve essere pienamente operativa anche presso le sedi territoriali sulla base della normativa europea relativa alla programmazione 2014/2020.
Poichè Alfa, infine, ha come core business primariamente lavoro e formazione, e l’attuazione della necessaria interconnessione tra le due materie, viene potenziata l’area diritto allo studio istituendo un’area specifica alla quale è preposto un direttore d’area, proprio per separare nettamente funzioni profondamente e storicamente diverse, quale quelle delle politiche di istruzione, formazione e lavoro e quelle relative alla materia del diritto allo studio universitario, più strettamente operative e gestionali (case dello studente, mense, borse di studio), più legate al rapporto con Università e studenti (sportelli di ricevimento studenti e domande bandi) nonché storicamente facenti capo ad enti autonomi (prima Ersu poi Arssu), disciplinati da leggi regionali specifiche. In tale direzione sono rivolti gli emendamenti approvati in Commissione consiliare, volti a potenziare e a delimitare con maggiore precisione le competenze dell’Area Diritto allo studio.
Durante la votazione sono stati approvati alcuni emendamenti della giunta di natura tecnico-finanziaria e, con alcune modifiche proposte dalla giunta, due emendamenti presentati dal Pd volti a favorire la stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato e il collocamento anticipato a riposo del personale.