
Liguria. Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centrodestra), 11 astenuti (Pd e Movimento 5 Stelle) e un contrario (Rete a Sinistra), è stato approvato il Disegno di legge n.104 Disposizioni di modifica della normativa regionale in materia di protezione civile e di organizzazione dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure”.
Il nuovo testo prevede, per quanto riguarda la Protezione civile, un modello organizzativo articolato in tre livelli all’interno del quale un nucleo strategico, l’Unità di crisi regionale (UCR), sarà in grado di assicurare una pronta risposta decisionale per le gestione dell’evento e usufruisce del supporto operativo e tecnico previsto all’interno della Sala Operativa Regionale (SOR) e della Sala Operativa integrata (SORI). Del SORI possono far parte, tra l’altro, anche personale o corpi esterni alla Regione, le cui competenze sono necessarie alla gestione dell’evento, su richiesta del Presidente della giunta regionale o dell’assessore delegato. Verrà ulteriormente valorizzato il volontariato.
La Regione rafforza il ruolo di formazione e coordinamento dei volontari e questo le consentirà di avere una visione globale sull’intero territorio ligure. Viene, tra l’altro, istituita la colonna mobile regionale, costituita da squadre di soccorritori, mezzi attrezzature e moduli specialistici. Il provvedimento stabilisce, fra l’altro, che Arpal emetterà i bollettini di allerta e la Protezione civile prenderà in carico e diramerà ai soggetti interessati.
Si ridisegna anche l’organizzazione di Arpal, che non sarà più articolata rigorosamente in dipartimenti provinciali, ma con una struttura centrale e articolazioni territoriali e tematiche. Sono stati approvati diversi emendamenti del Partito Democratico e, in particolare, uno presentato da Giovanni Lunardon, Luca Garibaldi, Juri Michelucci e Valter Ferrando che rafforza il ruolo della Regione nella formazione del volontariato.
Nel dibattito sul disegno di legge sono intervenuti Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle), Luca Garibaldi (Pd), Giovanni Lunardon (Pd), Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), Andrea Melis (Movimento 5 Stelle).
L’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone ha illustrato le caratteristiche del provvedimento: “La grande novità di questa riforma consiste nel passaggio del sistema di allertamento in capo ad Arpal. Si garantisce così un sistema più veloce ed efficace che consente ai sindaci di poter attivare, in caso di allerta, i loro piani di Protezione civile nel più breve tempo possibile”.
“Questo provvedimento normativo – spiega l’assessore Giampedrone – sancisce un percorso avviato sin dal nostro insediamento che vede nella “normalizzazione” rispetto all’eredità negativa del passato e nell’adeguamento della cultura professionale del sistema della Protezione civile ligure uno dei principali impegni di questa Giunta. Questa legge si aggiunge sia all’evoluzione della nostra Sala Operativa – che grazie al nostro impegno e alla collaborazione con i Vigili del Fuoco è aperta 24 ore su 24 in caso di allerta – sia al determinante passaggio dell’adozione del nuovo sistema di allertamento con i colori e della previsione di un’allerta specifica per temporali”.
“Credo – prosegue l’assessore all’Ambiente e Difesa del Suolo – che l’astensione sul provvedimento da parte dei due gruppi principali della minoranza (Pd e Movimento Cinque Stelle) certifichi la bontà della riforma insieme agli impegni già mantenuti fino ad oggi rispetto a un tema così delicato come la Protezione civile, che abbiamo sempre ribadito non deve avere alcuna valutazione di tipo politico, bensì rispondere alle reali esigenze dei territori e della cittadinanza”.
“A seconda delle tipologie di emergenza – spiega l’assessore Giampedrone – sarà possibile convocare in Sala Operativa i direttori generali di Dipartimento, che garantiranno l’apporto di competenze e professionalità specifiche. Si tratta di un ulteriore passo avanti rispetto al tema della Protezione civile che non va intesa, come è sempre stato fino ad oggi, solamente in senso idrogeologico in relazione alle allerte meteo: la tragedia del terremoto nel centro Italia così come lo sversamento di greggio avvenuto nel Polcevera – conclude – ci insegnano che il tema delle emergenze è molto più ampio ciascuna situazione va affrontata e risolta con il contributo di competenze specifiche”. Per quanto riguarda, poi, il funzionamento interno di Arpal, grazie al voto favorevole di oggi i dipartimenti territoriali vengono riorganizzati non più su scala provinciale ma in base alle competenze per materia, in modo da garantire da un lato maggiori professionalità in tutta la Liguria e, dall’altro, l’imprescindibile presidio territoriale da parte dell’Agenzia” conclude Giampedrone.
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato da Luca Garibaldi (Pd) che ha accolto un emendamento presentato dall’assessore alla protezione civile Giampedrone, con cui si impegna la giunta ad “assicurare ad Arpal nei limiti delle possibilità di bilancio e delle leggi nazionali vigenti, un’adeguata dotazione organica che consenta all’Agenzia di esercitare i compiti e le funzioni istituzionali ad essa assegnati e che risultano aumentati alla luce del disegno di legge 104; a presentare un piano di stabilizzazione che consenta di dare continuità e stabilità alle figure professionali oggi impiegate nell’Agenzia”.
Il Consiglio regionale ha regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato da Luca Garibaldi (Pd) che ha accolto un emendamento presentato dall’assessore alla protezione civile Giampedrone, con cui si impegna la giunta a “individuare nei limiti delle disponibilità a bilancio, risorse necessarie per promuovere, attraverso Arpal con il supporto della Fondazione Cima, uno studio sui recenti eventi atmosferici che hanno colpito la nostra regione al fine di meglio comprendere i fenomeni e i loro effetti sul territorio per poter aggiornare il modello di previsione del CFM-PC adattandolo ai nuovi scenari climatici”.
Ecco i commenti
“L’Arpal deciderà quando far scattare l’allerta meteo e la Protezione Civile avrà in carico la gestione dell’evento e i dipartimenti saranno riorganizzati per materia: ecco un altro importantissimo risultato che il Consiglio regionale ligure ha ottenuto, soprattutto pensando a un territorio difficile e fragile come il nostro” sottolinea il Capogruppo di Forza Italia in Regione Liguria, Angelo Vaccarezza.
“Il percorso per arrivare a questo disegno di legge è stato lungo un anno e mezzo, ma ha avuto dalla sua parte un grande lavoro di squadra a partire dalla Giunta e dall’Assessore competente, Giacomo Giampedrone – dichiara Vaccarezza – grazie a questo snellimento, dopo che l’Arpal avrà emesso l’allerta, la Protezione civile prenderà in carico il sistema di allertamento con la sala operativa h24 con la quale i sindaci saranno sempre in grado di comunicare. La velocità è fondamentale: i tragici eventi del recente passato ce lo hanno insegnato con una durissima lezione e in questo modo le amministrazioni comunali saranno in grado di attuare il più velocemente possibile i loro piani di protezione” conclude il Capogruppo di Forza Italia.
“Una legge che rischia di rimanere sulla carta e non essere mai realmente applicata se non le sarà data un’anima con nuovi investimenti in termini di risorse e di personale su Arpal, e che, di fatto, non chiarisce a chi spettano le responsabilità nella gestione delle allerte e delle emergenze” afferma MoVimento 5 Stelle Liguria.
Lo dicono Francesco Battistini e Andrea Melis, portavoce del M5S Liguria, commentando il Disegno di legge 104 che modifica la normativa regionale in materia di protezione civile e di organizzazione di Arpal.
“Già allo stato attuale, Arpal lavora in regime di ristrettezza di personale, in particolare tra i previsori – sottolineano i portavoce pentastellati – Senza un adeguamento delle risorse Arpal, permangono diverse criticità: mancano, ad esempio, i geologi e i previsori meteo per svolgere il servizio sulle 24 ore.”
“Il provvedimento ha degli aspetti positivi sul piano organizzativo della protezione civile – chiude il M5S – Ma restano ancora poco chiare le responsabilità nella fase di allertamento. Così com’è, resta un provvedimento monco, con troppi punti non chiari o irrisolti, e quindi impossibile da approvare”.
“Scuola di formazione per i volontari, nuovi strumenti per i piani di protezione civile, garanzie per il personale di Arpal e nuovi studi per migliorare i modelli previsionali. Sono queste alcune delle modifiche al ddl della Giunta Toti in materia di protezione civile e riorganizzazione di Arpal, nel corso della discussione odierna. Proprio per questo, in occasione del voto finale in aula, ci siamo astenuti” dicono i consiglieri regionali del Pd Luca Garibaldi, Giovanni Lunardon e Raffaella Paita.
“Nello specifico, grazie agli emendamenti del Pd, la Regione farà in modo che i Comuni coordinino tra loro i piani di protezione civile sulla base della pianificazione di bacino e delle mappe di rischio. Positiva, poi, l’apertura della possibilità di utilizzare strumenti partecipativi per la redazione dei piani di protezione civile comunale e l’accoglimento della nostra proposta di istituire una scuola di formazione dei volontari di protezione civile e di antincendio boschivo articolata su più livelli di specializzazione, che prevede il coinvolgimento del Cima e di Alfa”.
“Una novità determinante, che garantirà maggiore sicurezza per i cittadini e per gli stessi volontari, oltre a un miglioramento del servizio. Grazie al Pd la Regione si farà anche carico del monitoraggio dei piani di protezione civile comunali e sosterrà degli studi di ricerca per il miglioramento delle previsioni e del monitoraggio, grazie all’ausilio di enti di ricerca sul territorio. A questo proposito è stato approvato anche un nostro ordine del giorno che impegna la Regione a stanziare risorse per Arpal e Cima, al fine di costruire nuovi modelli di previsioni meteo adeguati ai cambiamenti climatici”.
“Infine grazie a un nostro ordine del giorno c’è stato un impegno sulle piante organiche di Arpal, sulla stabilizzazione del personale e a stanziare nuove risorse. Come detto la legge approvata dal centrodestra mantiene ancora alcune criticità; tra queste segnaliamo il supporto negato ai piani di emergenza dei Comuni (e stupisce la bocciatura della nostra proposta in merito), il mancato raccordo del provvedimento con le norme nazionali in materia, la mancanza di chiarezza sulle competenze della Città Metropolitana e le Province e il mantenimento del dualismo tra protezione civile e antincendio boschivo. Tra pochi mesi Arpal subirà una forte modifica di settore e noi continueremo a rilanciare le nostre proposte di sostegno ai Comuni e di miglioramento della struttura dell’Agenzia stessa” conclude il Pd.
“Siamo contrari: in un momento in cui va delineandosi una riforma nazionale della Protezione Civile e sta nascendo la rete delle agenzie per l’ambiente con un ruolo più forte di ISPRA, la giunta Toti sceglie un processo di riorganizzazione di Arpal che va in tutt’altra direzione” afferma il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino.
“Scelta legittima, ma non condivisibile: non solo contraddittoria ma anche intempestiva. Peraltro il testo licenziato non risolve alcune palesi incoerenze del sistema di protezione regionale, prima fra tutte la mancata unificazione fra le sale emergenza di Protezione Civile e dell’antincendio boschivo. E a proposito di incendi boschivi, anche stavolta resta inevasa la nostra richiesta di apposita convezione con i Vigili del Fuoco”.
“Ma la cosa che lascia più perplessi è l’attribuzione di gravose competenze ad Arpal, senza che sia stato previsto il necessario incremento di personale e la copertura delle figure professionali rispondenti ai nuovi compiti assegnati. Non solo: con la modifica dell’art.4 della L.r. 20/2006 e dell’allegato A, Arpal dovrà eseguire istruttorie tecniche in campo ambientale e di difesa del suolo di competenza regionale, definite con un atto di giunta o con atto di altra amministrazione. Oggi Arpal non ha alcuna competenza su tali istruttorie, di conseguenza non dispone di personale sufficiente e, in alcuni casi, potrebbe non avere in organico le professionalità necessarie”.
“In una situazione del genere si rischia di scaricare compiti difficilmente attuabili su personale già oberato; e al limite per quanto riguarda le strutture contrattuali di riferimento. La questione è semplice: se si decide di aumentare le competenze, allora bisogna essere conseguenti e aumentare il personale competente. A meno che non si vogliano affidare ai privati i nuovi compiti. In conclusione, è molto difficile credere che tale provvedimento non stia all’interno di una logica tutta politica, attraverso cui si vuole istituzionalizzare lo scaricabarile delle responsabilità. Per tutte queste ragioni abbiamo votato contro” conclude Pastorino.