
Pietra Ligure. La procura della Corte dei Conti della Liguria ha chiesto un risarcimento di 389 mila euro a un medico anatomopatologo, ora in pensione, che lavorava all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.
La procura contabile contesta al medico di aver svolto in regime privato numerosi pap-test, il tutto in orario di lavoro e utilizzando le strutture e attrezzature dell’ente pubblico. Il medico, che aveva un rapporto di lavoro esclusivo con la struttura era autorizzato a svolgere attività privata in regime di intramoenia allargato, versando quanto dovuto all’azienda.
Dalle indagini dei Nas, avviate nel 2009 nell’ambito di un’inchiesta più ampia e che ha già portato numerosi medici davanti ai giudici contabili, era emerso che l’anatomopatologo aveva refertato, dal 2004 al 2009, quasi 5 mila pap-test in regime privatistico, senza versare il dovuto alla Asl.
Dalle indagini era emerso che un ex dipendente dell’ospedale San Martino, ritirava i referti biologici dai vari ginecologi, li portava a casa sua dove procedeva alla cosiddetta “colozazione” e poi li consegnava a diversi anatomopatologi, in servizio presso strutture pubbliche, per le analisi.
La difesa del professionista ha respinto tutte le accuse, sostenendo che il medico ha sempre agito nel rispetto delle regole e che i fatti contestati comunque ricadrebbero nella prescrizione.