
Savona. Resta aperta anche la vertenza dei lavoratori del trasporto pubblico locale del savonese e un recente incontro all’Unione Industriali di Savona sembra non aver sciolto i nodi e i problemi sul tavolo, dal nuovo piano industriale successivo alla fusione tra Tpl Linea e Acts così come sul complessivo riassetto delle quote azionarie con l’uscita della Provincia di Savona e i comuni ancora in stand by sull’acquisizione delle quote lasciate da Palazzo Nervi. Lo Statuto prevede che non possa entrare un soggetto privato e gli enti locali sono in una situazione economica molto difficile, con la vendita delle quote della Provincia ad un vicolo cieco.
E poi la vicenda del fondino, con i soldi arrivati dalla Regione Liguria (operazione necessarie per alleggerire i conti dell’azienda): “La situazione di incertezza permane e i sindacati attendono risposte concrete. Le trattative con l’azienda sono in corso ma ad oggi, ad esempio, sul fondino non sono ancora arrivate le garanzie necessarie: le risorse servono per traghettare i lavoratori al prepensionamento, ma se non ci saranno rassicurazione sul possibile peggioramento delle condizioni pensionistiche a livello nazionale c’è il rischio di nuovi esodati” dice Ciravegna della Filt-Cgil.
Sulla questione fondino si parla di 29 lavoratori, dei quali 17 dovrebbero già andare in pensione entro l’anno. “Auspichiamo che ora che finalmente le risorse per il fondino sono arrivate che si possa concludere la trattativa. E’ chiaro che rimane sullo sfondo le nuove assunzioni, in quanto con la procedura in corso i lavoratori in pensione dovranno essere sostituiti: vedremo cosa farà l’azienda per non arrivare a situazioni di grave carenza del personale con ripercussioni sul servizio” conclude l’esponente sindacale.
Il Cda di Tpl Linea, rinnovato non senza polemiche, avrà meno di un anno per la presentazione del piano industriale, in attesa che si faccia chiarezze sull’assetto societario dell’azienda e che si concluda la trattativa sindacale.
Resta tuttavia la situazione di incertezza sul trasporto pubblico locale: unica speranza è che possa arrivare dalla Regione una schiarita anche sul nuovo bando previsto dalla legge approvata in Consiglio regionale (dopo l’abolizione dell’agenzia unica): quattro bacini corrispondenti alle province e alla città metropolitana.