
L’ex centrocampista di Atalanta, Verona e Juventus, Marino Magrin (classe 1959) ospite d’onore al Torneo Fiore del Baldo svoltosi a Brentonico dal 31 agosto al 4 settembre, dopo aver adempiuto con la sua tradizionale disponibilità ed irresistibile simpatia alla cerimonia della premiazione, ci ha regalato una breve intervista che ancora una volta ha messo in luce l’enorme competenza ed il grande bagaglio umano del personaggio. Questa è stata la nostra domanda d’esordio:
“Tornando alla sua esperienza nel Milan : quale ricordo conserva della sua opera da istruttore dei Pulcini 2004?”
“Quali sono i suoi punti fermi sulla formazione calcistica dei giovani?”
Cerco di crescere i ragazzi abituandoli a gestire nel migliore dei modi la palla, in modo che in partita la squadra mantenga il più possibile il possesso. Crescere un talento però non significa solo insegnare calcio, ma è un lavoro che ha l’obiettivo come detto di formare uomini e quindi non va assolutamente trascurato l’aspetto comportamentale. Guarda sicuramente la tecnica individuale del bambino ma anche la sua partecipazione al gioco, il suo coraggio.
“Ci dia un suo commento sul lavoro dell’allenatore in una categoria così speciale come quella dei Pulcini.”
Vivo un momento intenso ma che che considero di transizione. Passare da società del calibro di Atalanta e Milan alle pur degnissime realtà dilettantistiche non è facile, ma si sa come vanno queste cose, un giorno ci sei e quello dopo, di punto in bianco, cambiano i programmi a cui ti eri legato. Adesso seguo con cura la mia scuola calcio a Torre Boldone e coordino gli allenatori del Frassati Ranica in attesa di una chiamata. Sono sincero, qualche telefonata interessante mi è arrivata, ma vorrei qualche categoria superiore o settori giovanili importanti : sarebbe bello giungesse una proposta all’altezza.