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Cronaca

Melgrati scrive al procuratore: “Roberto Orlando e Rita Fazzari? Macché mafiosi, sono brave persone”

L'ex sindaco difende la coppia: "Voler bene alla sorella non può essere una colpa o una prova di coinvolgimento in affari illeciti"

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Melgrati scrive al procuratore: “Roberto Orlando e Rita Fazzari? Macché mafiosi, sono brave persone”
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“Preg.mo Sig. Procuratore della Repubblica, mi permetto di scriverLe questa lettera aperta perché credo che sia stata perpetrata una grandissima ingiustizia nei confronti dei miei cari amici Roberto Orlando e di Sua moglie Rita Fazzari”. Inizia così, con una presa di posizione netta e certamente “scomoda”, la lettera indirizzata dall’ex sindaco di Alassio e consigliere regionale Marco Melgrati al procuratore savonese Sandro Ausiello.

Melgrati non ha mai nascosto in passato la sua amicizia per la coppia, che gestiva la ex cava di Borghetto ed è ritenuta vicina alla cosca Gullace per ragioni di parentela (Rita infatti è sorella di Giulia Fazzari, moglie di Carmelo Gullace). Ma dopo l’arresto dei due, che ora si trovano ai domiciliari nell’ambito dell’operazione Alchimia che indaga sui rapporti tra ‘ndrangheta e gli appalti pubblici, Melgrati ha deciso di prendere carta e penna e scrivere ad Ausiello per “spezzare una lancia” a favore dei due amici. Voler bene alla propria sorella, spiega il politico, non può essere né una colpa né, soprattutto, essere sicuro indice di altri “legami” di stampo mafioso.

Di seguito il testo integrale della lettera.

Preg.mo Sig. Procuratore della Repubblica,
mi permetto di scriverLe questa lettera aperta perché credo che sia stata perpetrata una grandissima ingiustizia nei confronti dei miei cari amici Roberto Orlando e di Sua moglie Rita.
Infatti sono stati coinvolti nell’indagine che ha portato in carcere presunti esponenti della ndrangheta ligure, primo fra tutti il cognato di Roberto e Rita, tal Gullace, già conosciuto alle cronache giudiziarie.
Purtroppo i parenti non si possono scegliere, soprattutto quelli acquisiti… Anche se con loro c’è un distacco che però non è facile da provare. E anche lavorativamente non ci sono commistioni tra l’azienda di famiglia dei miei amici e le attività del Gullace, vere o presunte. O almeno io credo, per quello che ne so.
Dispiace che agli arresti domiciliari siano finiti Roberto e soprattutto Rita, la moglie di Roberto. Penso con affetto e sofferenza ai due figli. Come ho già avuto modo di scrivere in pubblico, Roberto è una persona squisita, semplice e di cuore, grande lavoratore e assolutamente estraneo a qualunque forma di criminalità, organizzata e non. Conosco Roberto da quando, ragazzino, faceva il meccanico presso l’officina Volkswagen di Alassio. Spero che in breve riusciranno a dimostrare la Loro assoluta estraneità ai fatti. E non credo che avere amore e contiguità affettiva per la propria sorella possa essere motivo di “diversi”coinvolgimenti.
Nonostante Roberto e Rita non siano mai stati indagati in precedenza, la loro cava, la Loro attività, è inserita nella black-list della Prefettura di Savona, per cui non possono lavorare, con gravi ripercussioni di tipo economico.
A Roberto è stato revocato il porto d’armi e sequestrati tutti i fucili da caccia, in tempi non sospetti.
Spero che questa sia l’occasione per chiarire una volta per tutte il non coinvolgimento di questi due miei amici in qualunque attività che non sia più che lecita.
Quando Roberto e Rita saranno dichiarati estranei e assolutamente innocenti, come io sono sicuro siano, chi li ripagherà dalle sofferenze, dai disagi, dalla privazione della libertà ??? Nessuno, ancora una volta.
E io sono orgoglioso di essere amico di Roberto Orlando e di Rita Fazzari, perché persone per bene! Roberto, e di conseguenza Rita, hanno fatto dell’aiuto agli altri uno dei principi della propria vita; non posso credere che siano coinvolti, anche per la mia costante frequentazione con Loro, in attività illecite.
Lei dirà: perché mi scrive per dirmi queste cose? Non lo so nemmeno io, ma credo che sia necessario approfondire la Loro posizione nel più breve tempo possibile per far revocare questa misura restrittiva che considero ingiusta. E questo è nel Suo potere.
Il giorno 16 luglio di quest’anno Roberto Orlando postava su Facebook questa frase: “E’ morto Bernardo Provenzano. Ad aspettarlo non ci sarà il piccolo Giuseppe di Matteo, sciolto nell’acido. Ci sarà don Puglisi che con il Suo sorriso in fondo lo perdonerà. Ci sarà il Generale Dalla Chiesa, Boris Giuliano, Pippo Fava, Beppe Alfano, Beppe Montana, Rocco Chinnici, Basile, Terranova, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, i ragazzi delle scorte. Ci saranno i siciliani onesti che hanno dato la vita per questa terra”.
Non credo che una persona in odore di ndrangheta, o affiliato, o anche solo fiancheggiatore di questa attività criminale, possa scrivere, postare o anche solo approvare un pensiero del genere!
Mi vengono in mente il clamore che in allora era stato fatto per le indagini relative all’inchiesta MAGLIO 3, che ha portato all’incriminazione dei Sindaci di Bordighera e Ventimiglia e quindi allo scioglimento dei due Consigli Comunali… Risultato dei processi: tutti assolti, anche nel processo di appello.
Chi Le scrive è una persona che ha subito, da Sindaco o da professionista, 27 processi, con altrettante assoluzioni, subendo un ingiusto accanimento giudiziario, ma che ha una fiducia illimitata nella Giustizia e nella Magistratura.
Se avessi il minimo sospetto che i miei amici Roberto e Rita fossero minimamente coinvolti in qualche cosa di non lecito, non mi sarei sicuramente esposto, comunicando questa mia lettera ai media. Credo che non solo io, ma tutti quanti frequentano o hanno frequentato Roberto Orlando e Rita Fazzari sanno che sono persone per bene… Spero lo scopra anche Lei.
In fede

Marco Melgrati Architetto

Andrea Chiovelli
5 Agosto 2016 alle 11:09
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  • Economia
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