
Savona. Nove mesi di reclusione. E’ la pena (non sospesa) patteggiata questa mattina in tribunale da Christopher Amadu, il nigeriano di 24 anni che lo scorso 8 agosto era finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale. Per la precisione lo straniero era finito nei guai dopo aver tentato di entrare nell’alloggio di via degli Ulivi a Savona che ospitava alcuni profughi.
Amadu, dopo l’arresto, era stato trattenuto all’ospedale San Paolo per alcune ferite da taglio (che si era procurato nel tentativo di entrare nella casa), ma anche per le sue condizioni psico-fisiche visto che era in stato di alterazione da droga e alcol.
Nel corso dell’udienza di convalida il giudice si era limitato a convalidare l’arresto e a disporre la misura cautelare in carcere che è stata applicata al momento delle dimissioni. Questa mattina l’epilogo del processo con il patteggiamento.
L’arresto di Amadu, che era assistito dall’avvocato Claudia Arduino, era scattato perché all’arrivo dei carabinieri aveva dato in escandescenze e aveva anche tentato di prendere la pistola d’ordinanza di un militare.