
Savona Secondo il giudice non c’è stata nessuna rapina, ma un “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”. Per questo motivo, questa mattina, in tribunale, non è stato convalidato l’arresto di A.O., l’albanese di 36 anni finito in manette ieri pomeriggio con l’accusa di aver rapinato di 155 euro e del cellulare un cinquantasettenne italiano.
Nel corso del processo per direttissima è infatti emerso che la richiesta di denaro da parte dello straniero non è arrivata per caso: secondo quanto riferito da A.O. l’italiano gli doveva mille euro per alcune prestazioni lavorative che non gli erano state pagate. Di qui la “visita” allo stabilimento balneare di corso Colombo dove si trovava il cinquantasettenne, l’aggressione (secondo la ricostruzione della polizia gli ha tirato una gomitata), la conseguente richiesta di soldi e poi l’allontanamento con denaro e telefono. Un comportamento che, secondo il giudice, non può essere inquadrato come una rapina, ma appunto nel meno grave reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni che non prevede l’arresto.
Per questo il giudice Marco Canepa non ha convalidato l’arresto e ha disposto l’immediata liberazione dell’uomo che è difeso dall’avvocato Andrea Alpicrovi. A questo punto gli atti torneranno al pm Cristiana Buttiglione e il fascicolo seguirà l’iter “ordinario”.