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A Laigueglia va in scena “L’uomo che raccoglieva bottiglie”

Lo spettacolo ha la regia di Pino Petruzzelli e andrà in scena nella chiesa di san Matteo

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A Laigueglia va in scena “L’uomo che raccoglieva bottiglie”
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Laigueglia. Domani, alle 21,15 andrà in scena, nel Gran Teatro dei Cartelami allestito nella chiesa di san Matteo a Laigueglia “L’uomo che raccoglieva bottiglie”, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Genova per la regia di Pino Petruzzelli.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione dei teatri storici liguri, di cui i cartelami di Laigueglia, imponenti per maestosità, possono essere considerati parte, insieme alle altre location di un cartellone estivo che sta portando in Liguria eccellenze culturali di livello nazionale.

Lo spettacolo di Petruzzelli vede un testo attuale, al cui centro ruota il tema dell’accoglienza e della speranza. “Uno spettacolo per continuare a vivere e a sperare”, il cui protagonista è ispirato alla figura di un maestro d’ascia di Lampedusa, cui Petruzzelli aveva dedicato un capitolo del suo libro Gli ultimi, edito da Chiarelettere.

L’attore-regista accompagna lo spettatore all’incontro con questo personaggio che coltiva la sua battaglia nel mondo, ma fuori dal coro, in difesa dei suoi monti, del suo mare e della sua Storia. E traccia così il ritratto intenso, tagliente, ironico e poetico di un baluardo di resistenza umana. Pasquale non è un perdente, né un vincente. Lui ha scelto altre regole del gioco. È un uomo per il quale vale ancora la pena di sperare e di vivere.

Pasquale vive in una casa tra i monti e il mare. Una casa che egli ha costruito con le sue stesse mani, unendo al cemento il vetro delle bottiglie abbandonate dai turisti sulle spiagge. Pasquale raccoglie ciò che è rimasto. Per lui raccogliere è anche ricordare. Di tanto in tanto, ama sedere su uno scoglio che domina il mare e perdere tempo a fissare tordi, aironi, upupe, falchi pecchiaioli, fenicotteri rosa. A pochi passi dalla sua casa fatta con le bottiglie, c’è un albero secco. Ogni giorno, Pasquale vi porta acqua e gli parla, nella certezza che tornerà a fiorire. “C’era una volta un uomo, passo dopo passo, secchio dopo secchio portava l’acqua sulla montagna e innaffiava l’albero secco, credendo senza il minimo dubbio nella necessità di ciò che faceva, e perciò assistette al Miracolo: una mattina i rami dell’albero si rianimarono e si coprirono di foglie. Ma questo è forse un miracolo? E’ soltanto la verità”. A quell’albero il maestro d’ascia racconta. E il suo racconto si fa speranza per tutti. Pasquale si confronta infatti con un corpo umano intrappolato in una rete sulla spiaggia. Perché a Lampedusa le persone la Storia l’hanno potuta toccare con mano e gli innumerevoli naufraghi approdati sulle rive avevano un volto e un’umanità che non poteva che essere soccorsa.

“In silenzio venne calata a terra la rete. In mezzo ai pesci che ancora si muovevano, c’era il corpo di quel poveretto. A mala pena si capì che era appartenuto a un africano. Chissà da quanti giorni era in mare”.

Dedicando lo spettacolo al regista russo Andrej Tarkovskij, Pino Petruzzelli annota: “Con Pasquale ho cercato di seguire il suo ammaestramento (“Aspirare alla semplicità significa aspirare alla profondità nella rappresentazione della vita”). Ho voluto recuperare i lembi di una storia spezzata per provare a ricucirli e raccontare un’Italia, in apparenza sepolta, ma in verità ancora vitale. Un’Italia che ancora resiste, lavora e produce, seppur nel silenzio in cui è stata relegata dall’arroganza di massa. Pasquale è la bellezza di un mondo ancora vivo che palpita e pulsa sotto la cenere”. E, in questo modo, giunto alla sua piena maturità di narratore teatrale, Petruzzelli offre agli spettatori la possibilità di compiere un viaggio alla ricerca di se stessi e degli altri. Pasquale è la bellezza di un mondo ancora vivo.
La serata di Laigueglia, in sinergia con le tematiche dello spettacolo, sarà dedicata all’emergenza Caritas, a cui saranno destinate le offerte raccolte.

Tutte le informazioni sulla parrocchia di san Matteo e le sue attività sono disponibili sul sito www.sanmatteolaigueglia.it e sui canali social Facebook, Twitter e Instagram, dove vengono condivisi con costanza aggiornamenti sui restauri, sui concerti, le cerimonie religiose e gli appuntamenti culturali.

Olivia Stevanin
17 Luglio 2016 alle 10:55
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