Nella relazione di Legambiente per il savonese anche 67 violazioni nello smaltimento del cemento
Savona. Per gli illeciti ambientali anche quest’anno la Liguria mantiene il triste primato tra le ragioni del Nord Italia. Lo conferma il rapporto Ecomafia 2016 di Legambiente: tra le provincie liguri Genova prima tra le irregolarità nel ciclo dei rifiuti e Imperia per il ciclo del cemento e gli incendi.
Con 1144 infrazioni nel corso del 2015 la Liguria si colloca all’ottavo posto, dopo le regioni a tradizionale infiltrazione mafiosa, sebbene la tendenza sia parsa in diminuzione (nel 2014 le infrazioni erano 1526).
Ma i numeri parlano chiaro: ancora forte l’illegalità nel ciclo dei rifiuti. Genova risulta essere prima, tra le quattro province (e dodicesima a livello nazionale), con 90 infrazioni accertate seguita da Savona con 36, La Spezia 20 e Imperia 29.
La classifica si ribalta per quanto riguarda le attività illecite il ciclo del cemento, dove a primeggiare in questa poco edificante classifica è la provincia di Imperia con 84 infrazioni, seguita da Savona, 67, Genova 55 e La Spezia 31.
Provincia di Imperia che guadagna anche la “palma nera” trovandosi sesta a livello nazionale nella classifica degli incendi. Sono infatti ben 152 i roghi, tra dolosi, colposi e generici, rilevati dalle forze dell’ordine che la collocano dopo quelle di Salerno, Cosenza, Latina, Foggia e Avellino.
Alla presentazione del rapporto: Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente; Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria; Stefano Bigliazzi, presidente del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Liguria; Stefano Busi, referente ligure di Libera e Massimo Maugeri, del Circolo Cantiere Verde di Legambiente del Tigullio.
“Nonostante ci sia stata una diminuzione degli illeciti ambientali – commenta Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – su questi temi non possiamo abbassare la guardia, considerato che la prima metà del 2016 ha presentato diversi casi preoccupanti di condotta illecita a danno dell’ambiente e della nostra comunità. Oggi grazie alla Legge sugli Ecoreati la Magistratura ha un’arma importante, che acquisirebbe maggiore efficacia con il rafforzamento delle forze dell’ordine a tutela dell’ambiente: solo garantendo un elevata qualità e quantità dei controlli si potranno arginare questi fenomeni”.
“Anche quest’anno il Rapporto Ecomafia – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – ci racconta il brutto dell’Italia, segnata ancora da tante illegalità ambientali, ma in questa edizione 2016 leggiamo alcuni fenomeni interessanti che lasciano ben sperare. Dati e numeri, in parte in flessione, che dimostrano quali effetti può innescare un impianto normativo più efficace e robusto come i nuovi ecoreati, in grado di aiutare soprattutto la prevenzione oltreché la repressione dei fenomeni criminali. La prevenzione è la moneta buona che scaccia quella cattiva: è necessario creare lavoro, filoni di sviluppo economico e produttivo nei territori più a rischio, sostenere le centinaia e centinaia di cooperative e di imprese, che anche nel sud stanno cercando di invertire la rotta, puntando su qualità ambientale e legalità”.
“E nel prevenire le ecomafie, oltre all’impegno dei territori e dei singoli cittadini, è importante una presenza costante dello Stato che deve essere credibile e dare risposte sempre più ferme, perché quando lo Stato è assente la criminalità organizzata avanza con facilità invadendo i territori, l’ambiente e le comunità locali. Quando invece lo Stato è presente, difficilmente gli ecomafiosi possono rubare e uccidere il nostro futuro” conclude.
