
Savona. Quattro anni e otto mesi di reclusione. E’ la condanna inflitta, in abbreviato, ad un cinquantatreenne residente nel Torinese che era accusato della gravissima accusa di violenza sessuale nei confronti del figlio tredicenne di suo cugino.
Secondo la contestazione della Procura, nel 2014, l’uomo, approfittando di un momento in cui era solo in casa con il ragazzino (i genitori erano andati ad un funerale e glielo avevano affidato) lo avrebbe palpeggiato e accarezzato nella parti intime, trattenendolo con la forza quando lui cercava di allontanarsi. Un episodio isolato che il piccolo aveva però raccontato ai genitori che si erano rivolti agli inquirenti.
Dopo la denuncia era quindi scattata l’indagine, coordinata dal pm Chiara Venturi, che era poi sfociata nel rinvio a giudizio dell’uomo. Nel corso del processo, l’imputato si è difeso da ogni accusa sostenendo che, al contrario, fosse stato il bimbo a palparlo mentre erano soli in casa. Un racconto che non gli aveva evitato la condanna da parte del Collegio del tribunale. I giudici, oltre alla condanna e all’interdizione per cinque anni, hanno anche imposto al cinquantatreenne il pagamento di un risarcimento danni per la parte civile (assistita dall’avvocato Domenico Chirò) di quindicimila euro.