
Savona. “Ogni qual volta si parla dell’industria savonese, coloro che ci stanno ininterrottamente governando da decenni ripetono regolarmente che la Nostra città deve assumere una vocazione prevalentemente turistica. Morale della favola: oggi, Savona, non è turistica e non è industriale”. Lo fa notare Massimo Arecco, candidato come vice di Ilaria Caprioglio alle elezioni amministrative di Savona.
“Ora, non credo che l’una alternativa escluda necessariamente anche l’altra – sostiene l’esponente della Lega Nord – Ritengo che si perda semplicemente tempo, se si imposta ogni ragionamento utilizzando una mentalità basata su concetti di tipo dualistico: turismo od industria, salute o lavoro, portualità commerciale o turistica, sviluppo o decrescita felice, eccetera. Il fatto che l’industria sia in crisi, è oramai evidente a tutti, ma, come amministratore pubblico, mi corre l’obbligo di assumere anche un ruolo che serva da stimolo. Non posso e non devo accettare passivamente la situazione, archiviando semplicemente la pratica con la solita frase di circostanza che si utilizza in casi del genere: ‘Offro la mia solidarietà ai lavoratori, bla, bla, bla… perché, solamente con le belle parole, non si va a fare la spesa!'”.
“Sul comparto industriale sono convinto e fiducioso che ci siano ancora margini di manovra, per riqualificare, diversificare ed estendere determinati core business, quali, ad esempio, quelle in tema di “smart cities”. Per esempio, l’azienda multinazionale Bombardier, presente a Vado Ligure con uno stabilimento di produzione, è leader in svariati settori produttivi, che si estendono dai treni agli aerei, alla mobilità in genere. Le soluzioni tecnologiche di cui è dotata, in settori così notevolmente diversificati tra di loro, sono ben al di sopra di quelle per cui è conosciuta e apprezzata nel mercato locale italiano”.
Arecco si domanda: “E’ meglio rilassarsi sullo status quo, offrendo una inutile, pietosa, compartecipazione morale ai lavoratori, oppure è il caso di sedersi tutti intorno ad un tavolo e ragionare sulla base dell’ampia diversificazione di prodotti di cui dispone l’Azienda? Ovviamente occorrerà rivoluzionare anche la nostra mentalità in materia di trasporti urbani e della mobilità in senso generale, peraltro come hanno già sperimentato con successo all’estero, nelle città in cui è stato avviato il sistema Primove true e mobility di Bombardier”.
“Nel nostro comprensorio – elenca Arecco – esistono: un campus universitario dotato di un centro di ricerca all’avanguardia; lo stabilimento produttivo di Bombardier collocato in posizione strategica rispetto al sistema portuale, autostradale e ferroviario, al cui interno vi sono maestranze preparate e con un elevato standard produttivo; un’azienda pubblica locale di trasporti con cui collaborare e creare sinergie. Non dimentichiamo infine lo spirito caparbio di un’intera comunità, disposta a stringersi intorno alle proprie storiche industrie, per difendere il lavoro e la possibilità di sviluppo futuro”.
“Insomma – conclude il leghista – il comprensorio di Savona e Vado Ligure potrebbe essere il luogo ideale in cui avviare un progetto produttivo come quello di “Primove true e mobility di Bombardier”, trasformando una temporanea, locale, crisi aziendale, in un’occasione di sviluppo imperdibile per l’intero territorio ed al contempo costituirebbe l’occasione per ripensare e rivoluzionare il sistema pubblico di trasporto dell’intera Regione. Perché non provarci”.