
Liguria. “Doveva essere il giorno del chiarimento di Bruzzone. Invece usciamo dall’Ufficio di Presidenza di stamattina con più dubbi di quando siamo entrati”. La polemica arriva dal MoVimento 5 Stelle, a margine dell’ufficio di presidenza integrato tenutosi questa mattina.
“Al di là degli aspetti strettamente penali, che spetta alla magistratura valutare, a livello politico ci sono tanti, troppi, aspetti poco chiari, per non dire nebulosi, nella relazione del Presidente del Consiglio regionale – accusano i pentastellati – Come già abbiamo chiesto, e a maggior ragione oggi, riteniamo doveroso che Bruzzone riferisca nell’Aula del Consiglio regionale sia sulla riorganizzazione dell’ufficio di Gabinetto da lui citata, sia, soprattutto, sul cursus della nomina della funzionaria. Il Presidente del Consiglio chiarisca al più presto la sua condotta politica, in modo da spazzare via dubbi e sospetti, e lo faccia di fronte ai cittadini che rappresenta, in virtù anche dell’importante carica istituzionale che ricopre”
Posizione simile da parte del consigliere regionale di Rete a Sinistra, Gianni Pastorino: “Nell’ufficio di presidenza integrato di stamattina, il Presidente Bruzzone, su richiesta delle opposizioni, è intervenuto nel merito delle notizie diffuse dalla stampa circa un suo coinvolgimento in una questione oggetto d’indagine da parte della magistratura. I chiarimenti forniti dal presidente sono stati di carattere prettamente amministrativo e organizzativo; le opposizioni, invece, avrebbero preferito ottenere risposta alle domande che i cittadini liguri si stanno ponendo in questi giorni. Bruzzone ha preferito soprassedere, dichiarandosi ‘sereno’ (usando le sue parole) in relazione alle indagini della magistratura. Come Rete a Sinistra, unitamente alle altre opposizioni, abbiamo richiesto una relazione sull’annunciata riorganizzazione amministrativa che, allo stato attuale, non prevedrebbe la copertura del ruolo di Capo di Gabinetto. Anche perché sono emersi elementi che richiedono ulteriori approfondimenti circa le scelte organizzative, operate da luglio 2015 a oggi, sull’Ufficio di Presidenza e sulle sue articolazioni. Infine, considerata la delicatezza del tema trattato, Rete a Sinistra e le altre opposizioni ritengono opportuno che il Presidente Bruzzone riferisca nel merito nella sede più idonea, ossia il Consiglio Regionale”.
Identica richiesta da parte del Partito Democratico: “Abbiamo chiesto e ottenuto che Bruzzone riferisse ai capigruppo in merito ai fatti particolarmente gravi emersi in questi giorni sui giornali, che minano la credibilità dell’istituzione del Consiglio regionale. Bruzzone ha motivato le sue scelte con ragioni prettamente organizzative, dicendo che era in atto, appunto, una riforma organizzativa della Presidenza del Consiglio regionale, che al momento non è mai stata né discussa né attuata. A parte questo però Bruzzone ha affermato di non poter aggiungere altri elementi, per rispetto dell’indagine in corso. La motivazione fornita in merito al processo riorganizzativo è stata confusa e poco approfondita. E proprio per questo abbiamo chiesto una relazione scritta sull’argomento e il verbale della seduta dei capigruppo di oggi. E’ evidente che essendo in corso un’indagine non spetta a noi giudicare il merito dei fatti per il pieno rispetto del ruolo dei magistrati. Tuttavia dal punto di vista politico abbiamo il dovere di approfondire le scelte organizzative dell’ente e i fatti emersi, pertanto, chiediamo che il Presidente Bruzzone ne riferisca nell’aula del Consiglio regionale”.