
Loano. Residui di detergenti, per la precisione “alcali caustici”, incompatibili con la potabilità. E’ questo il risultato dell’analisi effettuata dall’Arpal di Imperia sulla bottiglietta sequestrata dopo l’incidente a Salvatore Mele, il turista di 67 anni che lo scorso 15 giugno si era sentito male dopo aver bevuto l’acqua gassata appena comprata al bar della spiaggia libera attrezzata “Delfino” di Loano.
Le analisi di laboratorio hanno confermato che la sostanza caustica era contenuta proprio nella bottiglietta che, secondo le testimonianze raccolte dai militari, era sigillata quando è stata estratta dal frigo. Per cercare di accertare se la bevanda possa essere stata alterata volontariamente, la bottiglietta è stata inviata al Ris che valuterà l’eventuale presenza di un forellino di dimensioni minime nella plastica che confermerebbe la manomissione.
Le diverse testimonianze raccolte dai carabinieri nelle ore immediatamente successive all’incidente avevano confermato che l’odore della sostanza nociva proveniva dalla bottiglietta. L’indagine, che è coordinata dal pm Cristiana Buttiglione, resta quindi aperta contro ignoti.
Nel frattempo Salvatore Mele, che ingerendo la sostanza aveva rimediato delle gravi lesioni allo stomaco e all’esofago, è stato trasferito dall’ospedale Santa Corona in un centro specializzato a San Donato Milanese dove continua la riabilitazione.

La scorsa settimana dall’Asl erano anche stati avviati tutti i protocolli sanitari previsti in questi casi: il produttore di acqua era stato informato dell’accaduto e il lotto di bottigliette sospetto era stato ritirato dal commercio.