
Albenga. Questa notte sono stati notati da una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Albenga mentre, armati di cacciavite, armeggiavano intorno al distributore automatico della stazione di servizio “Eni” all’incrocio tra viale Pontelungo e via Dalmazia. Il tentativo di scassinare la macchinetta per portare via l’incasso attuato da un albenganese di 35 anni, Alessandro Fornarino, e da un cittadino belga trentottenne, Jean Luc Marie Cuyper, è stato quindi interrotto dai militari.
Gli uomini dell’Arma sono riusciti a bloccare l’italiano, già noto per alcuni precedenti, mentre lo straniero, senza fissa dimora e anche lui volto conosciuto alle forze dell’ordine, è riuscito a scappare. Per Fornarino sono quindi scattate le manette, mentre per il cittadino belga, che è stato riconosciuto dai militari, una denuncia per furto aggravato in concorso. La refurtiva, ovvero l’incasso del distributore, è stato restituito al gestore della stazione di servizio.
Questa mattina il trentacinquenne albenganese, dopo una notte in caserma, è stato processato per direttissima in tribunale a Savona con le accuse di furto aggravato, ma anche possesso ingiustificato di arnesi da scasso. Vista la richiesta di termini a difesa del suo difensore il processo è stato rinviato al prossimo 16 giugno. Nel frattempo il giudice lo ha rimesso in libertà con la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Abenga.
L’arresto di questa notte dimostra come in queste settimane stia proseguendo il lavoro dei militari dell’Arma per contrastare il fenomeno dei furti ai danni di attività commerciali della zona, che avvengono tutti con lo stesso modus operandi.
I carabinieri, tra l’altro, stanno valutando la posizione di Fornarino e Cuypers in relazione a fatti analoghi accaduti recentemente ad Albenga. Nel frattempo prosegue anche l’attività di restituzione della refurtiva già sequestrata dai carabinieri durante la perquisizione del ricettatore Hamid Es Salmi, risalente al 26 aprile scorso. I militari della Compagnia ingauna invitano la cittadinanza che avesse subito furti di apparecchiature elettroniche a presentarsi in caserma per il riconoscimento degli oggetti.