
Varazze. “Animal hoarding”, un termine inglese, traducibile in un italiano approssimativo come “accaparramento compulsivo di animali”, è un comportamento che viene attribuito a chi, partendo da una sola coppia di animali, di solito cani o gatti, li lascia riprodurre liberamente fino ad averne decine e a compromettere pesantemente sia la loro salute che la propria, nonché l’igiene della propria casa e di quella dei vicini.
Un caso di questo genere (seppur con numeri ancora abbastanza contenuti) è in corso a Varazze, dove una signora è arrivata ad avere 30 gatti. Della situazione, segnalata dai vicini di casa, si stanno ora assiduamente occupando i servizi sociali del Comune ed i volontari della Protezione Animali savonese.
“Ottenuta la collaborazione della donna (e della sua famiglia), di solito risulta molto difficile, i nostri volontari hanno cominciato a prelevare gruppi di mici, portarli da un veterinario, farli sterilizzare e ricoverarli in postdegenza e curarli in attesa della guarigione e di una sistemazione definitiva” spiegano dall’Enpa.
Alcuni gatti, sterilizzati e stabilizzati, sono già stati collocati presso famiglie adottive; per due di loro l’Enpa lancia un appello a chi potesse adottarne uno: sono visibili, oltreché in fotografia, presso la sede dell’associazione a Savona in via Cavour 48 r, dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, telefono 019 824735; ne seguiranno altri, ovviamente.
“Situazioni di ‘animal hoarding’ non sono purtroppo rare; come il recente caso dell’anziano morto a Camporosso con 108 cani, cinque dei quali ora ospitati nel canile comunale di Albenga ed accuditi dai nostri volontari o i 15 gatti e 7 cani tenuti in una casa di Savona da O.T., deceduta lo scorso anno, recuperati dalla nostra associazione i primi e dal Comune i secondi; o infine l’affidamento, da parte del giudice, dei 70 cani allevati da un infermiere di Sassello, metà al locale Comune e metà a quello di Calizzano” concludono dall’associazione animalista.