
Savona. “Lo sapevate che gli immigrati producono più di quanto lo Stato spende per loro? Lo sapevate che dove la presenza straniera aumenta le denunce diminuiscono? Lo sapevate che i primi Paesi che accolgono richiedenti asilo sono la Turchia, il Pakistan ed il Libano?”. Queste sono tre delle dodici domande a cui la brochure “Saperi Clandestini”, ideata da Arci nazionale e dalla Rete studentesca della Conoscenza, dà una risposta, con l’obiettivo di abbattere i “luoghi comuni” sull’immigrazione, usando argomentazioni e numeri che fanno riferimento a fonti ufficiali ed autorevoli.
“Gli arrivi di persone in cerca di protezione, in prevalenza provenienti da Paesi in guerra come Siria, Afghanistan e Iraq (l’80 per cento circa degli arrivi via mare in Europa nel 2015), vengono sempre più rappresentati in maniera distorta e strumentale. Una rappresentazione, sostenuta da predicatori d’odio e di intolleranza, che ha prodotto una diffusa ostilità nei confronti dei migranti e che rischia di peggiorare il clima delle relazioni nelle nostre comunità”.
“Siamo invece convinti che le immagini delle migliaia di persone in fuga da guerre e violenze che, infrangendo le regole di Paesi cinici ed egoisti superano le frontiere ed entrano in Europa a piedi o via mare, debbano e possano risvegliare la coscienza di coloro che hanno smarrito il senso della democrazia e dei diritti umani. L’obiettivo della brochure “Saperi Clandestini” è proprio quello di creare una campagna di informazione per ridurre i danni della propaganda anti-immigrazione e fare chiarezza sulla posta in gioco e sulla realtà dei fatti. Inoltre, vengono fatte delle proposte concrete per costruire una società più aperta ed inclusiva”.
“Arci Savona ha deciso di sostenere l’iniziativa, impegnandosi concretamente a far conoscere e a distribuire la pubblicazione nella nostra città ed in provincia. Tutto questo perché siamo convinti che la cultura, la partecipazione, la conoscenza e l’informazione siano degli antidoti alla deriva populista e xenofoba che rischia di travolgere l’Europa ed il nostro Paese” conclude Alessio Artico.