
Liguria. Questa mattina, durante una pausa del Consiglio regionale, i capigruppo e l’assessore all’agricoltura e caccia Stefano Mai hanno incontrato i rappresentanti sindacali della polizia provinciale che hanno manifestato forti perplessità sullo schema di convenzione regionale con cui, attraverso un fondo regionale di un milione di euro per il 2016, vengono utilizzate 24 unità degli agenti della polizia provinciale, nei controlli di natura faunistico-venatoria. I sindacati hanno rilevato l’esiguità delle risorse messe a disposizione, la mancanza di una organizzazione del personale e, infine, hanno criticato la formula della convenzione suggerendo, invece, una legge regionale che istituisca una delega permanente sugli incarichi. I rappresentati dei lavoratori hanno manifestato forti timori che il sistema della convenzione la Regione rischi di perdere la professionalità acquisita dalla categoria e che in futuro non vengano mantenuti tutti i servizi svolti dagli agenti sul territorio.
Il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone, che ha coordinato l’incontro, ha rilevato che la Regione Puglia avrebbe provveduto, tramite una legge specifica, a attribuire le funzioni agli agenti di polizia provinciale in modo permanente con uno stanziamento di 5 milioni di euro. L’assessore Mai ha annunciato che domani incontrerà l’assessore suo omologo della Puglia per verificare il percorso seguito mentre oggi pomeriggio in giunta verrà presentata una bozza di convenzione che recepisce alcune osservazioni dei sindacati “per impegnarci a ragionare sulla stabilizzazione del personale e sul mantenimento dei servizi”.
Il presidente Bruzzone, sottolineando il dibattito nazionale in corso sulle competenze dei Consigli regionali, si è impegnato a portare con forza alla prossima conferenza dei Consigli regionali il tema delle competenze in materia di polizia provinciale per chiarire il ruolo delle Assemblee legislative.
“A fronte degli oltre 80 agenti in Servizio nelle 4 Province – fanno sapere i sindacati – la Regione si farebbe carico di soli 25 lavoratori (9 a Genova, 7 a Imperia, 6 a Savona e 3 a La Spezia) avendo deciso di destinare solo un milione di euro per presidiare tutto il territorio regionale in materia faunistico e ambientale, dimenticandosi tra l’altro di elencare nella proposta di convenzione alle Province i compiti di polizia idraulica (interventi per abusi in alveo) tra quelli che intende perseguire, funzione che la Regione ha ripreso dal 1 luglio 2015 togliendolo alle Province”.
“A fronte delle rimostranze dei lavoratori che rischiano di finire da 1° gennaio 2017 nel girone dantesco della disponibilità (una sorta di cassa integrazione dei dipendenti pubblici a casa per due anni con l’80% dello stipendio e poi licenziati) i presenti all’incontro hanno garantito il loro impegno per portare la Giunta Regionale per giungere a riconsiderare il tutto e a predisporre un piano di gestione della vigilanza ambientale che sia uno strumento utile al governo dell’ambiente ligure e in particolare dell’entroterra che, con il contemporaneo assorbimento nei Carabinieri del Corpo forestale dello Stato, rischia di essere abbandonato a se stesso” concludono i sindacati.
Il consigliere di Rete a Sinistra Gianni Pastorino solleva forti obiezioni: “Nessun passo avanti nella trattativa fra la regione e i lavoratori, salvati solo pochi posti di lavoro con un finanziamento ‘spot’ di un milione per l’anno in corso, inserito nella legge di stabilità approvata a dicembre. Insomma: al momento il servizio resta, ma svuotato di indirizzi operativi e incarichi da svolgere”.
“Quella proposta dalla giunta Toti è un’operazione solo di carattere economico: non c’è alcuna visione strategica, nessun modello organizzativo – dichiara Pastorino – tutelati solo pochi posti di lavoro, i contratti permanenti diventano precari con rinnovi annuali (anticamera della mobilità), nessuna idea concreta su come impiegare le competenze sviluppate dagli agenti in decine d’anni di esperienza sul campo”.
“Nel frattempo l’entroterra è sempre meno presidiato: resta solo la salvaguardia faunistico-venatoria (ma con un organico decimato) e contemporaneamente vengono a mancare incarichi essenziali, come la tutela dei parchi e la polizia idraulica, che è preposta a monitorare lo stato e la manutenzione dei corsi d’acqua. Un servizio indispensabile, soprattutto in ragione delle criticità rappresentate dalle alluvioni: «tutti a riempirsi la bocca sui rischi del dissesto idrogeologico in Liguria – puntualizza Pastorino – intanto la polizia idraulica sparisce in un assordante silenzio”.
Ma i problemi non si fermano qui. “Impensabile: solo oggi l’assessore Mai si è accorto che la Puglia è corsa ai ripari con un’apposita legge regionale – accusa Pastorino – un provvedimento ‘apripista’ per altre regioni, che nel frattempo si sono attrezzate. Questa è la strada da seguire; ben altra cosa rispetto alla convenzione licenziata dalla Giunta Toti, soluzione non definitiva e del tutto inefficace”.
Andrea Melis (Mov5Stelle) ha chiesto la convocazione dell’Osservatorio regionale sul riordino delle funzioni delle Province su questo tema e di relazionare ai sindacati subito dopo sull’esito dell’incontro. Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha chiesto alla giunta atti concreti e maggiori investimenti rispetto al milione previsto. Luca Garibaldi (Pd) ha condiviso la proposta di Melis ribadendo l’assenza di un piano organizzativo per il riutilizzo del personale.
“Un’interrogazione a ottobre, un ordine del giorno a dicembre, una proposta di modifica alla Legge regionale 15/2015 richiesta dalla notte dei tempi e ancora in attesa di calendarizzazione: sorda a tutti questi nostri richiami d’allarme, la Giunta Toti è andata avanti a testa bassa – tuona invece Marco De Ferrari del MoVimento 5 Stelle – La Liguria avrà così un presidio ridotto al lumicino. Calcoli alla mano, un agente ogni 225 chilometri quadrati di territorio! Per un anno ancora, poi non si sa”.
“Richiesta la convocazione urgente dell’osservatorio regionale sulle province, ci aspettiamo un’azione concreta da parte di tutto il Consiglio regionale – fa sapere il pentastellato – da parte della dormiente giunta (composta da partiti, Lega e Forza Italia, che a livello nazionale pochi mesi or sono non hanno votato a favore della nostra legge contro gli ecoreati) e dalla finta opposizione Pd (lo stesso partito che a livello nazionale ha già smantellato la Forestale e, poco prima, aveva già partorito la legge Delrio, causa prima di questa situazione)”.
“Da tutti ora ci aspettiamo un immediato risveglio – conclude – Mancano le coperture? Volendo si trovano e ci permettiamo di ripetere un suggerimento già dato: che si aumentino proporzionalmente i tesserini venatori per la prossima stagione della caccia. Che la tutela del territorio arrivi dalla stessa lobby dei loro amici cacciatori”.