
Liguria. “I fiumi e i laghi liguri oggi sono in forte sofferenza, ridotti a meri acquari in cui nuotano per qualche giorno poveri pesci d’allevamento, immessi per rimpiazzare la preziosa fauna originaria, quasi ovunque sparita, solo per promuovere il turismo ittico”. A dirlo è Marco De Ferrari, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria.
“Nel 2014, ancora ai tempi della Giunta Burlando, una legge, approvata quasi all’unanimità da destra e sinistra, ha eliminato la licenza di pesca, sostituendola con la sola ricevuta del versamento di una tassa irrisoria – ricorda il pentastellato – Ciò attira nelle vallate dell’entroterra sempre più pescatori ‘sportivi’, la maggior parte dei quali poco o per nulla sensibili all’ambiente e agli animali e totalmente ignari dei delicati equilibri biologici dei corsi d’acqua. A tutto svantaggio dei pescatori professionisti locali, loro sì legati al territorio e profondi conoscitori dei ritmi biologici dei nostri torrenti e laghi, ai quali un turismo ‘mordi e fuggi’ sottrae quel poco di pesci sopravvissuti ai loro ami, all’inquinamento e a lavori idraulici inutili o devastanti per il nostro territorio”.
“Non è questo il modello di sviluppo turistico che abbiamo in mente – critica De Ferrari – Il turismo lo si incentiva salvaguardando l’ambiente, i suoi equilibri ecologici, un’adeguata vigilanza per contrastare il bracconaggio (compreso quello ittico), non adottando misure che pregiudicano il futuro della Polizia Provinciale e del Corpo Forestale dello Stato o tagliando fondi per la manutenzione sentieristica. La tutela del nostro ecosistema è ormai tutto nelle mani delle guardie delle associazioni dei pescatori e delle guardie zoofile volontarie dell’Enpa”.
“Di fronte a tutto questo – chiede il consigliere del M5S – la Regione come intende muoversi? Cosa intende fare per tutelare i pescatori professionisti locali nelle acque interne e per la tutela dell’ambiente? Noi, come MoVimento 5 Stelle, siamo pronti a depositare un’interrogazione urgente per fare chiarezza sul tema e avere risposte concrete da Toti e dall’assessore Mai”.
“Il timore, più che fondato, è che qui in Liguria, dopo il Nazareno al pesto, sia già in cantiere una variazione sul tema: il ‘Nazareno alla pesca’. È la ciliegina sulle ormai consuete torte che il Partito Unico continua a portare avanti con compattezza inossidabile quando, scempio dopo scempio, intende giocare sulla pelle dei cittadini, dell’ambiente e delle peculiarità della nostra Regione”, conclude De Ferrari.