
Bergeggi. All’inizio del mese la giunta guidata da Roberto Arboscello aveva detto “no” al Piano casa. Situazione che tuttavia non tutti i cittadini hanno accolto con favore. Proprio sabato scorso il sindaco di Bergeggi ha ricevuto la visita di un cittadino infuriato per la decisione di bloccare in molte zone di Bergeggi l’applicazione del Piano casa. “Dopo più di mezz’ora di un animato sfogo sono riuscito a spiegare la logica di alcune scelte e la visione futura di Bergeggi. La frase finale è stata “Finalmente un sindaco giovane che capisce” ed è finita a baci e abbracci. Questa è la dimostrazione che a volte basta spiegare – sottolinea il sindaco di Bergeggi – crediamo che le nostre scelte, in ogni caso, vadano tutelare”.
Va ricordato che l’amministrazione ha votato una delibera che esclude nuove edificazioni residenziali nel centro storico, a Torre del Mare (dove nel 2012 è stato istituto il Parco Architettonico per gli edifici progettati alla fine degli anni ‘50 dall’architetto Mario Galvagni), in tutte le zone sottoposte a vincolo paesistico e nelle aree che ricadono entro 300 metri dalla battigia. “Lo scopo, si chiaro, è di preservare il già fragile territorio bergeggino. – spiega il primo cittadino – In tutte queste aree l’applicazione del Piano Casa avrebbe potuto generare un forte impatto visivo e paesistico”.
La legge regionale è stata contestata da molti fin dall’inizio ed è diventata un vero caso politico. I Comuni avevano tempo 60 giorni (il termine scade lunedì) per individuare le aree dei loro territori da escludere dall’applicazione della legge.
“Ho sempre manifestato la mia contrarietà a ogni norma che vada in deroga agli strumenti comunali. – dice Arboscello – Contrarietà ancora più forte nel caso specifico, dove la norma va in deroga al Puc, che è il vero strumento di pianificazione urbanistica comunale. Con questa legge si esclude di fatto l’amministrazione da ogni valutazione sugli interventi edilizi permessi da questa normativa. Con questa modifica un capannone potrebbe diventare a uso abitativo, magari in una zona già satura, o un edificio già condonato potrebbe ampliarsi ulteriormente”.