
Genova. Sulla sua testa pendeva un ordine di esecuzione pena di un anno, sei mesi e nove giorni di reclusione per una rapina commessa nella notte del 31 dicembre 2012 a Savona nei confronti di una 67enne genovese, ma finora non era ancora stato fermato. Ad arrestare un nomade di 35 anni, Pictor Caldaras, ci hanno pensato gli agenti della polizia ferroviaria di Genova alla stazione Brignole.
Le manette hanno preso le mosse da un comportamento decisamente sopra le righe dell’uomo che, probabilmente conscio della condanna da scontare, alla vista dei poliziotti li ha aggrediti con uno spray urticante al peperoncino.
Gli agenti di polizia, nel corso dei quotidiani controlli nelle stazioni genovesi, hanno notato l’uomo aggirarsi in stazione e hanno deciso di identificarlo. Mentre veniva invitato a andare negli uffici della Polfer il trentacinquenne ha estratto uno spray al peperoncino e lo ha spruzzato contro gli agenti.
Nonostante bruciore, tosse e forte lacrimazione, i poliziotti sono riusciti a fermare il romeno e l’hanno arrestato sia per l’esecuzione dell’ordine di carcerazione che per resistenza e lesioni aggravate. Gli agenti hanno tutti riportato lesioni guaribili in 10 giorni.
Per quanto riguarda la rapina di Capodanno, Caldaras, secondo l’accusa aveva rapinato di soldi e cellulare la donna stringendole al collo una sciarpa.
Dopo l’arresto il presunto bandito aveva negato ogni accusa spiegando che la sera di Capodanno era in Francia per assistere la sorella malata e non a Savona. Una versione che non aveva mai convinto gli inquirenti che, oltre alla testimonianza della vittima, avevano trovato riscontri sulla presenza del romeno in città anche attraverso i tabulati telefonici.
A denunciare il romeno, fornendone una precisa descrizione, era stata la stessa vittima della rapina, che era arrivata a Savona per festeggiare la fine dell’anno con un’amica. Per un malinteso però le due amiche non si erano incontrate e la donna si era ritrovata senza nulla da fare alla stazione Mongrifone. Qui era stata avvicinata da Caldaras e aveva accettato l’invito a festeggiare Capodanno con lui ed altri amici. L’uomo però l’aveva accompagnata in zona collinare, in un posto isolato di via alla Strà, e non ad una festa o in un locale. A quel punto aveva stretto una sciarpa intorno al collo della signora, minacciando di strozzarla (“dammi i soldi o ti ammazzo”), e si era fatto consegnare circa 250 euro in contanti e il telefonino. Poi il malvivente era fuggito facendo perdere le sue tracce.
A tradirlo erano state due telefonate fatte ad un amico con il cellulare della donna. Proprio grazie alle indagini sui tabulati, ma anche appunto ad alcune foto segnaletiche, i poliziotti erano risaliti all’identità di Caldaras, nei confronti del quale era stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare. Quando il romeno era stato fermato per un normale controllo dagli agenti della squadra volante della Questura savonese era emerso che lo straniero fosse destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare ed era scattao l’arresto.