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Ferdinando Molteni ricorda il “cantautore degli ultimi” Gianmaria Testa

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Era il 26 ottobre del 2014. Ricominciava la stagione del teatro Defferrari di Noli. In cartellone c’era Gianmaria Testa. Uno dei più grandi cantautori italiani, un artista che riempiva i teatri di tutta Europa e che sarebbe, dopo qualche giorno, sbarcato a New York. Gianmaria aveva scelto Noli e il suo piccolo teatro per regalare un suo concerto.

Gli piaceva l’idea di un gruppo di sognatori che, in un posto bellissimo ma poco sensibile alla cultura, si batteva per riportare in vita un teatrino. Gli piaceva l’idea di suonare gratis, in cambio di una buona cena – la sera prima – e un buon pranzo, prima del concerto pomeridiano, e un bicchiere di vino bianco sul palco. Ma, soprattutto, gli piaceva l’idea di stare con la gente che lo aveva voluto in quel posto. Un posto talmente bello che ci avrebbe comprato volentieri una casa, come scoprimmo quel giorno. Per le vacanze sue, del piccolo Nicola, e di sua moglie Paola.

La sera prima del concerto fu speciale. Mangiammo la più buona farinata del mondo, a casa di Claudio Massola, musicista e vero artefice del miracolo del concerto di Gianmaria a Noli. Parlammo.

Di musica e, tanto, di Jean-Claude Izzo, lo scrittore di Marsiglia che lui amava e che gli somigliava come una goccia d’acqua.

Poi venne il giorno del concerto. Gianmaria avrebbe suonato le sue meravigliose canzoni come al solito. Compresa la sua versione di “Mi sono innamorato di te” di Tenco. Ma non voleva stare solo sul palco. E così suonò, in qualche pezzo, con Claudio – valoroso clarinettista – e poi Alessandro Delfino, pianista, e Bruno Giordano, sassofonista, e Andrea Bottaro, contrabbassista.

Fu un concerto bellissimo. Quando suonò e cantò “Dentro la tasca di un qualunque mattino” avevo la gola chiusa. E non mi capita spesso, ai concerti.

Claudio, Alessandro, Bruno e Andrea furono fantastici. Suonarono con la delicatezza e la misura che Gianmaria voleva. Sembrava suonassero insieme da anni.

Dopo il concerto, nel vicolo davanti al teatro, ci fu una bicchierata. Gianmaria sorrideva a tutti, parlava con tutti. Spiegava, raccontava, si faceva fotografare, firmava i dischi.

Era un uomo semplicemente felice. Perché vicino a lui c’erano la sua sposa Paola, il suo piccolo Nicola e i suoi amici. E quelli che amavano le sue canzoni.

Il suo sorriso, in quel vicolo di Noli, dopo il concerto, resterà con noi per sempre.

Ferdinando Molteni

Luca Berto
31 Marzo 2016 alle 17:12
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