
Savona. Nessuna spiegazione o giustificazione. Il quarantaseienne savonese, S.G., arrestato domenica pomeriggio dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della compagna questa mattina ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip Fiorenza Giorgi.
Il giudice, al termine dell’udienza di convalida, ha confermato anche la misura di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo che resta quindi in cella a Genova Marassi.
A far scattare l’arresto di S.G. è stata la telefonata al 112 della figlia dodicenne della sua compagna che ai carabinieri ha detto: “Venite subito, sta picchiando la mamma”. Poco dopo, i militari del Nucleo Radiomobile sono intervenuti nell’appartamento della coppia che hanno messo le manette ai polsi del quarantaseienne con l’accusa di aver colpito con schiaffi e pugni la convivente, B.D.O, una trentottenne tunisina.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo durante una lite avrebbe iniziato a colpire la compagna sotto gli occhi terrorizzati della figlia di lei che, spaventata, ha avuto la lucidità di chiedere aiuto. La donna, fortunatamente, è rimasta solo leggermente contusa: medicata al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo è stata dimessa con una prognosi di tre giorni. Dagli accertamenti successivi all’arresto è emerso un particolare che rende ancora più grave la vicenda: quello di domenica infatti non sarebbe stato il primo episodio di violenza tra le mura domestiche subito dalla trentottenne tunisina. Nel febbraio scorso B.D.O. aveva già presentato, in Questura, una denuncia contro il compagno per maltrattamenti.
Tra l’altro, nel passato di S.G. c’è già una condanna a sei mesi di reclusione sempre per lo stesso reato verso una precedente compagna.