
Borgio Verezzi/Loano. Tre colpi di pistola sparati per vendicarsi contro un ventiquattrenne. Una storia raccontata dalla madre del giovane e per la quale indagano i carabinieri della stazione di Pietra Ligure e i colleghi della compagnia di Albenga guidati dal maggiore Francesco Bianco.
Un cinquatenne loanese, M.N., è stato indagato, almeno per il momento, per il reato di minacce. Ma la sua posizione potrebbe aggravarsi. Si cerca un’arma con la quale avrebbe sparato al ragazzo che al momento non si trova. Potrebbe essere vera come una pistola scacciacani. Ma si indaga ancora per ricostruire la dinamica di quanto accaduto due giorni fa nei pressi del cimitero di Borgio Verezzi, in una zona isolata al confine con Pietra Ligure.
E lì che si sono dati appuntamento il giovane e il cinquantenne. Un chiarimento per una serie di messaggi inviati dal telefonino della moglie del cinquantenne alla compagna del giovane che le consigliava di lasciare il fidanzato proprio il giorno di San Valentino.
Messaggi che il ventiquattrenne, pure lui abita a Loano, non avrebbe gradito tanto che, dopo una telefonata piuttosto concitata, si è accordato per un appuntamento al cimitero di Borgio. Preoccupata per l’atteggiamento nervoso del figlio in zona si è presentata pure la madre del ragazzo. La situazione è precipitata all’improvviso. A raccontare il drammatico incontro è la madre del ventiquattrenne.
“Quando l’ha visto arrivare ha tirato fuori una pistola dalla cintola dei pantaloni ed ha esploso tre colpi a bruciapelo. L’arma si è inceppata. Ero terrorizzata, mi tremavano le gambe, credevo di morire. Mi sono parata davanti a quell’uomo che mi ha sfiorato con una coltellata allo stomaco. Mentre scappava mio figlio, per legittima difesa, lo ha colpito alla testa con una pietra e con un bastone gli ha sfondato il vetro della macchina”.
C’era un altro uomo con il cinquantenne l’altro giorno a Borgio. Testimone importante per poter ricostruire tutta la vicenda. Si cercano anche immagini di telecamere che si trovano in zona cimitero anche se vicino al camposanto non vi sono impianti di sorveglianza. La donna si è recata dai carabinieri ed ha raccontato tutta la storia. I militari hanno denunciato l’uomo, ma ora si cerca quell’arma e la sua posizione potrebbe aggravarsi.