
Savona. Era agli arresti domiciliari, ma l’amico che lo stavo ospitando non voleva più saperne di averlo in casa sua. Lui allora, non sapendo cosa fare, si è presentato al cancello del carcere Sant’Agostino di Savona per chiedere di poter restare in cella. Per tutta risposta però un cinquantenne di origini tunisine, ma con cittadinanza italiana, ieri è stato arrestato con l’accusa di evasione.
Questa mattina l’uomo è finito a giudizio per direttissima e il processo si è chiuso con una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto. “Era evidente che lui non volesse fuggire” ha spiegato il difensore dell’imputato, l’avvocato Daniela Gamba in aula prima di ricostruire in dettaglio che cosa fosse accaduto.
Il legale ha spiegato che il suo cliente, ieri, con un regolare permesso, aveva lasciato i domiciliari per presenziare al processo che lo vede imputato davanti al tribunale di Savona con l’accusa di maltrattamenti e stalking verso la ex moglie. Terminata l’udienza il cinquantenne ha telefonato all’amico che lo stava ospitando, a Roma, per dirgli che stava prendendo il treno per rientrare e, in quel momento, lui gli ha detto di non tornare, perché non gli avrebbe aperto la porta. A quel punto l’uomo, non sapendo cosa fare e dove andare, si è “costituito” in carcere.
“Tenetemi qui per favore perché non so dove andare” avrebbe detto agli agenti della polizia penitenziaria che però, in assenza di un ordine di carcerazione, non potevano farlo entrare in carcere. E così il pm di turno, informato di quello che stava succedendo, ha disposto l’arresto.
Questa mattina l’epilogo della vicenda con la sentenza di assoluzione pronunciata dal giudice Emilio Fois che, vista la situazione, ha disposto la trasmissione degli atti al gip competente sulla misura cautelare (per informarlo dell’impossibilità di rientrare agli arresti domiciliari del cinquantenne). Per il momento quindi, in attesa di trovare una nuova sistemazione, l’uomo è finito in carcere: esattamente dove si era presentato spontaneamente ieri.