
Boissano. L’operazione di recupero dell’ex cava Segiunà, a Boissano, dovrà essere sottoposta al procedimento di valutazione ambientale strategica. Così ha deciso il Settore Ambiente della Regione Liguria in relazione all’istanza al “Piano urbanistico operativo per il recupero ambientale e la ristrutturazione urbanistica” dell’ex cava; il Puo era stato adottato dal consiglio comunale di Boissano il 29 aprile scorso.
Ma l’iniziativa era stata avviata nel 2007 e già nel 2010 c’era stata una prima conferenza dei servizi convocata dalla Regione Liguria in seduta referente per l’esame del programma.
Quanto basta per capire che si tratta di un’iniziativa complessa, di notevole impatto, tenuto conto che l’area interessata si estende per circa 77 mila metri quadrati e comprende tutta l’area che negli anni ’60 era interessata dall’attività estrattiva della Cava Segiunà, poi dismessa negli anni ’70 a causa di movimenti franosi.
Attualmente l’area viene utilizzata come pascolo per greggi di capre ed è frequentata da appassionati di motocross. Le nuove destinazioni urbanistiche dell’area, che è di proprietà sia privata (75%) sia del Comune (25%), sono a parco urbano per la parte riguardante la ricomposizione del fronte cava, residenziale per quanto riguarda il recupero delle volumetrie esistenti, ed a verde attrezzato e parcheggio per l’ex piazzale di cava.
Il fronte cava, secondo queste indicazioni, dovrà essere ripristinato con materiali inerti e sistemato a parco; i volumi da recuperare sono in totale 4.700 metri cubi e la volumetria residenziale potrà essere incrementata del 20 per cento, per un totale di 5.640 metri cubi. La realizzazione della messa in sicurezza del fronte e della rinaturalizzazione del versante avverrà attraverso una serie di operazioni la cui durata complessiva richiederà circa 5 anni.
Le opere viarie da realizzare comprendono sia una nuova strada di accesso alla borgata Berruti, per eliminare l’attuale innesto sulla viabilità principale, pericoloso perché stretto e per mancanza di visibilità, sia un nuovo imbocco della strada di cornice, un percorso storico e panoramico che oggi si innesta in curva con una stretta rampa a forte pendenza.
Il complesso residenziale prevede la realizzazione di 25 unità abitative aventi una superficie lorda media pari a circa 74 mq in modo tale da favorire l’insediamento di prime case. I fabbricati hanno tutti 2 al massimo 3 piani fuori-terra. Tutti gli alloggi hanno ingresso indipendente, giardini o terrazzi privati, box e cantine pertinenziali.
L’area intorno alle nuove residenze dovrà inoltre avere una superficie a verde di almeno 700 metri quadrati e parcheggi pubblici per almeno altri 500 mq. Sul territorio oggetto dell’intervento è presente un ricco patrimonio floro-faunistico e bio-naturalistico (area carsica) che potrà essere valorizzato a fini ricettivo-turistici, attraverso l’organizzazione di percorsi tematici, tracciati pedonali, MTB, passeggiate a cavallo e con la dotazione di infrastrutture e attrezzature specifiche per il turismo.
Il Settore Ambiente della Regione ha disposto l’avvio dell’itar di valutazione strategica alla luce di diverse criticità presenti nel rapporto preliminare riguardante il recupero del fronte cava, e soprattutto per “l’impossibilità di arrivare a riconoscere l’idoneità tecnica dell’intervento a garantire sia le necessarie condizioni di sicurezza per l’ambito inferiore (la parte residenziale), sia la coerenza tra gli effetti della trasformazione proposta e i valori paesaggistici riconducibili alle caratteristiche geologiche, morfologiche e vegetazionali del complesso di appartenenza”.
Affinchè e perché dalla valutazione possa emergere un esito compiuto, “è necessario che il Puo venga corredato del progetto definitivo”.