
Alassio. Sono passati esattamente 31 anni dall’ultima volta in cui il Friuli Venezia Giulia trionfò – quando la manifestazione si chiamava Torneo Ottorino Barassi (il presidente della LND dal 1959 al 1971 che in tempo di guerra riuscì a nascondere la Coppa Rimet sotto il letto per non farla finire in mano ai nazisti) – con la formazione Juniores (gli è capitato di recente di vincere il Torneo delle Regioni ma con i Giovanissimi), laureandosi campione d’Italia.
Era infatti il 23 Aprile 1984 quando Marco Beltrame, storico capitano della Rappresentativa Fvg, alzò la coppa al cielo ad Alassio (la sede del ritiro di 10 giorni a partire dal mercoledì 19 maggio 1982 dell’Italia di Enzo Bearzot che si accampò alla Puerta del Sol l’hotel di lusso, dal gran bel nome spagnolo).
Finì 1-0 in finale contro l’Abruzzo, grazie alla rete da lui stesso realizzata nel secondo supplementare. Un gol indimenticabile… quello della finalissima messo a segno al 7°. Un’imprendibile sassata finita sotto l’incrocio dei pali al termine di un’ubriacante galoppata, scambio a metà campo e dopo aver dribblato un paio di avversari, il “nostro” capitano lascia scoccare, dal limite dell’area, un preciso destro che si insacca alle spalle dell’incolpevole portiere abruzzese. In allora il mitico centrocampista della Manzanese poi passato al Cusignacco (dalla Prima Categoria alla Promozione) componeva con Italo Bertolutti e Bruno Raicovi un trio di prestigio denominato “i 3 moschettieri” dalla critica pallonara di quei tempi.
Ricordo ancora quel lunedì di Pasquetta, il campo allentato, il pathos dell’aperta finalissima, la cerimonia di premiazione, lo spirito di servizio e di sacrificio con cui l’intero Comitato Savonese della Figc adempì all’incarico organizzativo affidatogli. Per me già in allora Selezionatore della Rappresentativa Esordienti leva 70 fu un’imperdibile occasione per allargare i miei orizzonti calcistici: i colleghi del Triveneto infatti non facevano che parlare dell’infortunio accaduto al mago brasiliano Antunes Coimbra “Zico” il trequartista di classe mondiale acquistato dall’Udinese, che significava stadio “Friuli” sempre pieno, che significava 26611 abbonati. Un record!
La squadra era partita bene in quel campionato, salendo nei posti di vertice e Zico segnava e incantava. Ma l’8 marzo 1984 il “Galinho” si era “stirato” in una amichevole disputata a Brescia. Fu la fine delle ambizioni, la stella brasiliana stette fuori cinque giornate e quando rientrò non fu più lo stesso e la squadra dal terzo scese al sesto posto.