
E’ stata “incardinata” oggi alla Commissione Finanze della Camera la proposta di legge sul divieto assoluto di pubblicità al gioco d’azzardo. Un testo unico “monopunto”, spiega il deputato grillino Matteo Mantero, membro della commissione Affari Sociali della Camera e firmatario di una delle tre proposte di legge che hanno portato al testo unico.
“Stimolati dalle associazioni, precisa il deputato pentastellato, abbiamo proposto sia alla Camera che al Senato un testo monopunto sul divieto alla pubblicità. E finalmente oggi siamo riusciti ad incardinarla facendo un po’ di pressione sulla maggioranza Pd”.
Il testo prevede il divieto totale di pubblicità, sia diretta che indiretta, sia in televisione che sui giornali, del gioco d’azzardo “fisico” e “on line”, con sanzioni che arrivano fino a 500.000 euro, sia per chi la trasmette, che per chi fornisce il mezzo sul quale viene trasmessa, sia per chi la commissiona.
“Le sanzioni verranno utilizzate per contrastare il fenomeno dell’azzardopatia”, – prosegue ancora Mantero – “Il Governo nella persona del Viceministro Morando ha già espresso parere favorevole a patto che questo non comporti maggiori oneri diretti. Se non ci saranno ostacoli che in questo momento non vediamo martedì il relatore proporrà un testo unico”.
“Se tutto fila liscio come sembrerebbe potremmo approvarlo immediatamente e arrivare in aula in tempi davvero brevi. La strada sembra essersi spianata”, – continua con evidente soddisfazione – “Anche perché tra la mia proposta e quella di Basso sulla carta raccogliamo già la maggioranza dei deputati. A quanto pare il lavoro ai fianchi ha dato i suoi frutti e convinto il Governo che si può dire ‘no’ alla pubblicità al gioco d’azzardo”.
Sicuramente una vittoria questa per il deputato grillino perché: “la pubblicità oltre a far leva sui più deboli ingannandoli con false promesse anche di riscatto sociale, si traduce anche in un modo per comprare l’acquiescenza della maggior parte delle testate sulla problematica dell’azzardo”.
“Questo però, e mi preme sottolinearlo, non può e non deve essere un contentino dato dal Governo – conclude Mantero – perché la problematica è molto più ampia: occorre fornire più potere di controllo a Comuni e Regioni sulla diffusione e sull’utilizzo degli strumenti di gioco sul proprio territorio, tutelando sempre e comunque i minori e gli altri soggetti più deboli”.