
Liguria. “Navigando sul sito della Regione Liguria, ai nostri under alla ricerca di un primo impiego viene venduta una grande speranza: grazie a “Garanzia Giovani” potranno accedere a stage di sei mesi pagati 500 euro. A far buon peso, si aggiunge che ogni iscritto riceverà un’offerta di lavoro entro 4 mesi dalla firma del patto. Iniziativa meritoria. Sulla carta. In realtà gli stage sono bloccati per mancanza di fondi, dal momento che i 27,2 milioni di euro ricevuti dal Ministero del Lavoro sono finiti anzitempo”. Così Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria.
“Ancora una volta si gioca sulla pelle dei nostri ragazzi e ragazze, alimentando speranze e illusioni che, alla prova dei fatti, si trasformano in incertezza, timori, dubbi. In una parola: precarietà. Alla quale ormai i giovani si sono tristemente abituati, in Liguria e non solo.
“Noi, come MoVimento 5 Stelle, esigiamo che venga fatta al più presto chiarezza su come siano stati spesi questi milioni, visto che il numero di NEET (i ragazzi tra i 15 e i 24 anni non studiano, né lavorano) nella nostra regione continua a espandersi pericolosamente. Non abbiamo bisogno di spot o proclami, ma di un piano chiaro sulla gestione dei fondi, la loro durata e capacità. Se esistono degli incentivi per i giovani, che siano certi e fruibili. E vengano comunicati in modo pulito e trasparente, altrimenti si rischia solo di fare propaganda”.
“La nostra battaglia l’abbiamo già avviata a settembre con la proposta di Reddito di Cittadinanza, per ridisegnare il welfare ligure e dare un sostegno concreto alle 112mila persone che vivono attualmente al di sotto della soglia di povertà relativa (dati Istat). Le coperture – in questo caso si – ci sono: si trovano nei tagli ai costi della politica, nella lotta agli sprechi milionari, nella rinuncia ai privilegi. E allora si vedrà più chiaramente chi sta dalla parte dei liguri – giovani e meno giovani – e chi, invece, parteggia per la speculazione, la rendita, la cementificazione”.
Ecco la posizione dei sindacati liguri: “La Regione Liguria imputa ai Centri per l’Impiego e alle Agenzie per il Lavoro la responsabilità per i ritardi nell’attuazione del programma “Garanzia Giovani”. Poiché gli enti che accusa sono sotto il suo coordinamento, l’atteggiamento della Regione risulta quanto meno contraddittorio. Ci auguriamo che l’obiettivo non sia quello di smantellare il sistema, ma che certe dichiarazioni siano dovute ad una non completa conoscenza della materia. Non c’è dubbio che Garanzia Giovani abbia suscitato molte aspettative soprattutto in una Regione come la nostra dove la disoccupazione giovanile ha da molti anni percentuali alte e a due cifre”.
“Si tratta ora di trovare delle soluzioni prima che dei colpevoli. I lavoratori dei centri per l’impiego sono da sempre impegnati ad offrire il servizio migliore possibile a giovani e disoccupati in una fase di ridimensionamento senza precedenti del ruolo delle Province. Al di là del programma Garanzia Giovani, crediamo che la nostra regione abbia bisogno di un sistema di servizi per il lavoro forte ed efficace, per dare le necessarie risposte sia ai giovani, sia alla generalità dei lavoratori e delle imprese”.
“Tale sistema non può che essere fondato su una integrazione pubblico-privato che valorizzi i servizi pubblici, che devono essere rafforzati e trasformati. Per questo motivo i lavoratori delle province liguri hanno manifestato martedì scorso in Consiglio regionale e chiedono alla Giunta regionale che dia seguito agli impegni a tal fine assunti in quella stessa occasione dal Presidente Giovanni Toti” concludono le organizzazioni sindacali FP Cgil Liguria, Cisl FP e Fpl Uil Liguria.