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Quando la banca ammette un reato: leasing al 10%? “Sì, è usura”

L'istituto ammette l'usura sopravvenuta in una lettera, offrendosi di rimborsare gli interessi in eccesso con un assegno: ma il Movimento Difesa del Cittadino non ci sta, e parte l'esposto in Procura

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Quando la banca ammette un reato: leasing al 10%? “Sì, è usura”
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Villanova d’Albenga. Una banca che ammette di aver applicato un tasso usurario, magari informalmente in una chiacchierata tra un funzionario e un cliente, è già qualcosa di impensabile o quasi. Un istituto che lo fa addirittura nero su bianco, con una lettera inviata a un Movimento che tutela i cittadini, rasenta oggettivamente l’incredibile. Eppure è quanto è successo a Villanova d’Albenga, dove un 35enne si è ritrovato a pagare tassi da capogiro sul leasing della propria auto aziendale: quando ha chiesto spiegazioni alla banca si è visto ammettere senza remore il reato di “usura sopravvenuta”.

I fatti risalgono al 2009-2010. Massimo (nome di fantasia), all’epoca 30enne con un’impresa di trasporti, stipula un contratto di leasing per l’acquisto di una Audi RS4, valore di mercato 70.000 euro, da utilizzare come auto di rappresentanza. Un’auto che non terrà a lungo: pochi anni dopo l’azienda va male e Massimo la chiude, fortunatamente senza debiti (e ovviamente restituendo l’Audi). Quando durante le operazioni di chiusura l’uomo si immerge nelle carte per riordinare i conti di quegli ultimi anni, scopre che su certe rate è arrivato a pagare un interesse superiore al 10% e, insospettito, chiede aiuto al Movimento Difesa del Cittadino.

La perizia econometrica, secondo il Movimento, parla chiaro: si tratta di “usura sopravvenuta“, un reato che si configura quando l’interesse originario, sommato a una serie di parametri (spese di incasso rata, di istruttoria, assicurazione…) genera un T.E.G. (Tasso Effettivo Globale) superiore a un “tasso soglia” stabilito trimestralmente dal’Autorità di Vigilanza. In principio è la stessa differenza che intercorre tra i celebri TAN e TAEG: il primo è il tasso “nominale”, il secondo quello “effettivo” una volta applicate tutte le spese accessorie.

Solo che, quando il tasso effettivo supera quello soglia, la banca dovrebbe diminuirlo spontaneamente per rientrare nei parametri: non farlo è un reato (almeno stando ad una certa interpretazione delle norme, dato che quello di “usura sopravvenuta” è un concetto molto controverso e contestato, o addirittura negato, da altre scuole di pensiero). Il presidente del Movimento, Giorgio Brondi, scrive quindi all’istituto di credito per segnalare l’irregolarità. E qui casca l’asino: la banca nega decisamente di aver applicato tassi usurari nei periodi indicati da Brondi, ma ammette senza riserve di averlo fatto in ben 3 trimestri del 2009. Elenca, nero su bianco, spontaneamente, i numeri che certificano il reato: le soglie del periodo, gli interessi pagati, a quanto ammonta l’eccedenza.

Una “confessione” in piena regola, nella quale la banca propone a Massimo di appianare il tutto restituendo, tramite assegno, i circa 530 euro “di troppo” (ovvero l’interesse in eccesso rispetto alla soglia massima). Una soluzione “pro bono pacis” che il Movimento liquida come il mero tentativo di trovare una scappatoia: “Il codice prevede – spiega Brondi – che, in caso di usura sopravvenuta, la banca debba restituire tutti gli interessi di quel periodo, e non soltanto l’eccedenza. Quindi ci offrono una cifra piccola perché sanno benissimo che in realtà ne devono a Massimo una molto più grande“.

Anche in questo caso si tratta in realtà di una interpretazione controversa (secondo altri la banca è tenuta a restituire appunto solo le eccedenze): Brondi in ogni caso è convinto della correttezza dei propri calcoli e questa mattina ha depositato un esposto in Procura. Questa battaglia è appena iniziata, mentre la guerra contro l’usura delle banche è in corso da un po’: “I casi seguiti dal Movimento sono ormai decine – svela Brondi – anzi invitiamo chiunque abbia dubbi su finanziamenti o mutui a rivolgersi a noi”.

Di seguito sono elencati gli articoli comparsi su IVG in merito ad altri casi seguiti dal Movimento.

Andrea Chiovelli
13 Ottobre 2015 alle 14:51
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