
Liguria. Piano casa, bonus per i giovani, modifiche alla legge urbanistica. Sono alcune delle sei proposte per far ripartire la Liguria elencate da Giovanni Lunardon, ex segretario regionale del Pd e attualmente consigliere in Regione.
“Visto che la Giunta Toti continua a non portare in consiglio regionale nessun provvedimento da luglio (tra poco dovrebbe arrivare il Piano Casa e quello francamente era meglio non lo portassero…) abbiamo deciso come gruppo che li sfideremo sulle proposte, che noi porteremo in consiglio nelle prossime settimane”, spiega chiaramente l’ex segretario regionale.
Oggi il gruppo ne ha avanzate sei che secondo lo stesso Lunardon sono “tutte rigorosamente fattibili, finanziabili e non da libro dei sogni, tutte mirate a far ripartire l’economia ligure e a sostenere chi non ce la fa”.
Si comincia con “zero irap” per le nuove imprese che decidono di investire in innovazione e assumono giovani e donne (costo 2 milioni di euro); quindi si passa al bonus giovani di 500 euro per 1 anno per le imprese che assumono giovani con contratti a tempo indeterminato (costo 1,5 milioni di euro). Poi c’è una proposta innovativa: un assegno da 400 euro per inoccupati, disoccupati di lungo corso e persone sotto la soglia di povertà collegato a lavori di pubblica utilità nel settore della manutenzione e cura del territorio, il primo nucleo regionale di quello che auspichiamo possa essere un intervento nazionale di reddito minimo di inserimento (costo 10 milioni di euro). Inoltre 20 milioni di euro a sostegno della piccola impresa commerciale e artigianale per sostenerne la capitalizzazione e l’accesso al credito; 80 milioni, integrando risorse comunitarie, per sostenere una riconversione energetica fatta di sviluppo delle rinnovabili, smart grid, reti intelligenti, interventi di efficienza energetica su edifici pubblici e privati. Proposte anche alcune modifiche alla legge urbanistica regionale per ottenere tre obiettivi: codificare il principio zero consumo di suolo, ridurre le lungaggini burocratiche che portano a tempi di approvazione degli strumenti urbanistici infiniti e introdurre nella nostra legislazione il tema di processi di partecipazione legati al dibattito su grandi opere o grandi interventi urbanistici secondo il modello della Regione Toscana.