
Splendida impresa dei Giovanissimi nazionali dell’Atalanta che hanno piegato il Barcellona nella finalissima del 26° “Memorial Gaetano Scirea”, conquistando a Cinisello Balsamo uno dei trofei più prestigiosi del panorama nazionale contro un avversario di extralusso come i giovani della cantera catalana. Una finale da brividi, con i baby spagnoli avanti di due reti, quindi la grande rimonta da parte dei 2001 allenati da Stefano Lorenzi: in gol per l’Under 14 nerazzurra Gybuaa e Alessandro Cortinovis, che ha firmato la doppietta decisiva per il 3-2 definitivo.
I bergamaschi nel corso del torneo avevano superato il Pavia per 5-0 e il Novara per 4-0 nel girone eliminatorio, mentre nel girone della seconda fase avevano liquidato il Milan per 3-0 e la Cremonese per 2-0. Nella finale per la terza posizione vittoria dell’Inter sul Milan per 2-1 nel derby meneghino, a ulteriore testimonianza della grande caratura tecnica del torneo. Lo scorso anno (2014) vinse l’Inter di mister Bellinzaghi, quest’anno i Giovanissimi Nazionali dell’Atalanta. Ma poco importa, visto che al Memorial Scirea trionfa sempre e comunque lo spettacolo.
Nella giornata conclusiva spazio per la prima volta anche alle formazioni under 14 di calcio femminile con la finalissima tra Inter e Brescia terminata col successo delle milanesi per 4 reti a 0. Tra i maschietti di scena come detto prima la finale per il terzo e quarto posto tra Inter e Milan, successivamente quella per il primo e secondo posto tra Atalanta e Barcellona. Ma andiamo con ordine. Il derby dei piccoli se l’è aggiudicato l’Inter per 2-1 (e qui qualcuno avrà iniziato i suoi calcoli e suoi riti scaramantici in attesa di quello del 13 settembre a San Siro).
Partita dall’avvio incredibile con l’Inter in vantaggio dopo neanche 15″ dal calcio d’inizio, complice un fulmineo svarione difensivo dei rossoneri. Ma non passa neanche 1 minuto che il Milan mette in rete il pallone che riequilibra immediatamente l’incontro. Anche qui è la retroguardia a mancare di lucidità. Tutto abbastanza tranquillo fino al minuto 32 del secondo tempo, quando i nerazzurri (dopo una traversa su calcio di punizione) siglano il definitivo 2-1 conquistando il gradino più basso del podio.
Nell’ultimo atto del Memorial, questa volta a vincere è stata l’Atalanta in un remake dello scorso anno, quando nella finale per il terzo e quarto posto venne battuta proprio dal Barcellona per 3-0. In quell’occasione fu netta la supremazia dei catalani che con il loro marchio di fabbrica – il tiki taka – atrofizzarono sul nascere ogni tentativo atalantino. Ma quest’anno le cose sono andate ben diversamente.
Il Barcellona inizia bene l’incontro portandosi subito in vantaggio grazie ad un’avvolgente azione corale. Ma a differenza dello scorso anno, non dà l’impressione di controllare a piacimento la gara, perché l’Atalanta è squadra fisica e ad ogni ripartenza mette un po’ d’ansia alla retroguardia spagnola. Secondo tempo pronto in parte a smentire l’impressione della prima frazione di gioco: passano pochi minuti e il Barcellona raddoppia mettendo al sicuro il risultato. O meglio, questa è stata la sensazione dei presenti allo stadio “G. Scirea” di Cinisello Balsamo.
Niente di più sbagliato perché i bergamaschi, guidati dalla panchina dal carismatico mister Stefano Lorenzi (anche lui prodotto del settore giovanile atalantino), trovano nelle incursioni centrali il punto debole degli avversari. Detto fatto. I suoi ragazzi dapprima accorciano le distanze e poi, ad una manciata di minuti dal fischio finale, pareggiano i conti proprio quando il tecnico spagnolo comunicava ai suoi ragazzi che la partita era ormai terminata. Ma non finisce qui perché i nerazzuri mettono in campo una cattiveria agonistica decisamente superiore a quella dei blaugrana.
La naturale conseguenza è che allo scadere arriva anche il gol vittoria ad opera dell’attaccante italiano Alessandro Cortinovis (autore di una gara impeccabile dal punto di vista tecnico e mentale), che regala ai propri compagni il gradino più alto del podio, ovviamente, tra l’entusiasmo incontenibile del pubblico presente. Risultato finale 3-2 e altro riconoscimento importante ad uno dei maggiori vivai di calcio italiani.
Ecco quale era la formula del torneo: 6 gironi da 3 squadre. Passa solo la migliore; nella seconda fase si costituiranno 2 triangolari dove le squadre si sfideranno all’italiana per cercare l’accesso alle finali.
Nel girone A ci sono Juventus, Cremonese e Team Ticino. Nel girone B si sfidano invece Atalanta, Novara e Pavia. Girone C: Milan, AlbinoLeffe e rappresentativa della Figc Lombardia.
L’Inter è testa di serie del girone D con Lumezzane e Renate. Occhi e macchina fotografiche puntate sul girone E comandato dal Barcellona che se la dovrà vedere però con due formazioni “di casa”: da un lato la Serenissima, società organizzatrice, prima maglia di Gaetano; dall’altro la Pro Sesto. Nell’ultimo girone, F, ci sono Roma, Brescia e Como.