
Savona. Copiare le esperienze fatte all’estero per migliorare il servizio di trasporto pubblico e combattere anche l’evasione, o meglio i passeggeri che viaggiano a scrocco sui pullman.
Bernardo Siri, savonese doc, ha deciso allora di dare qualche consiglio alla direzione della Tpl per frenare le ondate di “portoghesi” che viaggiano sui bus senza pagare il biglietto “fregandosene delle regole e delle leggi”.
“Certo è che il personale a vostra disposizione per effettuare i dovuti controlli è carente a causa del famigerato “contenimento spese” o “ottimizzazione risorse” che dir si voglia ma, crediamo, si possa arrivare ad un sistema di controllo più efficace. Abbiamo per esempio, portato il paragone di Londra, ma anche in altre città è così, dove, chi sale e solo dalla parte anteriore del bus, è obbligato a presentare all’autista il titolo di viaggio. Crediamo possa essere una buona soluzione per contrastare in buona parte l’evasione e che non graverebbe sui costi del servizio e neppure sul carico di lavoro dell’autista, sarebbe lui stesso controllore e, nel caso il viaggiatore sia senza biglietto, non sale sull’autobus. Questo è uno dei modi, che noi, riteniamo possa essere utilizzato e ci pare, da profani, facile da attuare”, scrive Marco Siri.
“Purtroppo capiamo che i controllori non hanno il dono dell’ubiquitá e sono carenti in organico e quindi non riescono ad arginare il problema. Siamo certi di una Sua risposta in merito, siamo disponibili a discutere il problema per trovare soluzioni, una cosa è certa, pagando tutti si pagherebbe forse meno ed il servizio sarebbe ancor migliore”, così si chiude la lettera che Siri ha scritto alla presidenza della Tpl.