
Savona. Prima l’incontro tra le istituzioni, ora il faccia a faccia pubblico con la cittadinanza. Si terrà oggi alle 15 nel municipio di piazza Sisto IV il consiglio comunale monotematico sulla “questione bitume” nel porto di Savona.
Alla seduta del parlamentino locale parteciperanno l’Autorità Portuale, la Bit srl (che sta portando avanti il progetto) e tutti i soggetti coinvolti nell’iniziativa che prevede la realizzazione, nella darsena degli Alti Fondali, di un deposito composto da 9 serbatoi con altezze da 8 a 19 metri e una capacità di circa 39 mila metri cubi su una superficie di 10 mila metri quadrati su un nuovo terrapieno contiguo alla diga foranea di fronte al deposito T3, collegato con tubazioni alle banchine di alto fondale caratterizzate da pescaggi fino a 16 metri.
In attesa dell’esito del consiglio di questo pomeriggio, ieri mattina la nuova giunta regionale ha voluto incontrare gli altri enti che in questi anni hanno valutato e approvato il progetto. Come già più volte ribadito nelle varie dichiarazioni a mezzo stampa, secondo la Regione l’unico ente che oggi potrebbe riaprire la pratica autorizzativa è l’autorità portuale.
L’istituzione guidata dal presidente Gian Luigi Miazza ha però ribadito la sua contrarietà e lo stesso farà probabilmente oggi in consiglio. Dal canto suo, in un’ottica più ampia la Regione ha annunciato la propria intenzione di approfondire alcun aspetti del progetto, soprattutto per quanto riguarda la parte ambientale.
Il pallino della questione, quindi, è in mano all’amministrazione comunale. Sempre ieri l’assessore regionale all’ambiente Giacomo Giampedrone ha precisato che “il sindaco di Savona Federico Berruti ha espresso la volontà di voler cambiare la procedura autorizzativa”. E la volontà di “fermare” il progetto era stata espressa nelle scorse settimane anche da altri membri della squadra amministrativa di Berruti.
A metà luglio il vice sindaco Livio Di Tullio si era detto “ben felice se questo progetto sul bitume si fermerà, anche se dobbiamo ammettere che oggi tutto è nelle mani di Regione Liguria, la stessa Regione che, con la precedente giunta, ha dato poca attenzione alla questione”. All’inizio del mese scorso, invece, l’assessore all’ambiente Jorg Costantino aveva detto: “Questa amministrazione è fermamente contraria a quel progetto. L’istruttoria dei miei uffici ha verificato che l’excursus autorizzativi non è stato completato, manca l’intesa tra Regione e Ministero, e ‘noi abbiamo preso la palla al balzo’. La nostra volontà è quella di fermare il deposito, e sono sicuro al 100 per cento che ce la faremo”.
La questione aveva scatenato polemiche ad ogni livello, sia in Comune che Regione. Qui i consiglieri Pd Lunardon, De Vincenzi, Paita e Garibaldi avevano presentato una mozione sostenuta anche da Gianni Pastorino con cui chiedevano alla giunta di “attivare tutti gli strumenti necessari al fine di valutare i nuovi elementi di preoccupazione emersi in queste settimane e attivare un supplemento di istruttoria sul progetto allo scopo di approfondire il reale impatto di tale progetto sull’ambiente marino e urbano, sul traffico cittadino, sulla salute dei cittadini e sulle attività turistico-ricettive e commerciali della città nel raggio di almeno 3 chilometri”.
Preoccupazione avevano manifestato anche i rappresentanti del M5S regionale e nazionale, con i parlamentari che hanno presentato una interrogazione indirizzata ai ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico.