
Alassio. Fa ancora discutere il caso del magazzino assegnato dal Comune ad una società ad un prezzo “scontato”. E’ il consigliere di “Insieme X” Angelo Galtieri a rispondere all’amministrazione comunale di Enzo Canepa.
“Premesso che non è mia intenzione fomentare polemiche sterili, mi trovo però costretto a replicare ad un comunicato delirante dell’amministrazione comunale sul caso denunciato mediaticamente del magazzino assegnato in spregio a qualunque criterio di trasparenza amministrativa – scrive in una nota il consigliere – Le mie osservazioni critiche scaturivano dal discutibilissimo metodo di assegnazione e non dall’ampiezza dei locali che comunque a me risulta da documenti prelevati dalla fascetta di delibera , che non rappresentano frutto di interpretazione o misurazione personali, come ha invece dichiarato di aver effettuato la giunta stessa”.
Ancora Galtieri: “Contestare un documento catastale con non meglio specificate empiriche misurazioni, dimostra la differenza tra chi dovrebbe svolgere una pubblica funzione e chi invece gestisce la cosa pubblica con superficialità. Lascia perplessi anche il fatto che questa amministrazione anteponga la propria soggettiva percezione ai dati ufficiali e reali attestati da pubblici documenti. Se realmente il magazzino in questione misura meno di quanto attestato dal Catasto, dovrebbe sorgere in un amministratore il dubbio che, a loro insaputa, qualcuno abbia impropriamente ceduto o preso possesso della parte residua.
Prendo atto che la maggioranza, nella propria smisurata egocentricità, ritiene anche di poter disciplinare nei modi a lei più confacenti il ruolo della minoranza.
Per quanto mi riguarda, il mio atteggiamento di consigliere di minoranza è sempre stato improntato al rispetto delle normative di legge, che questa maggioranza applica spesso e volentieri a suo uso e consumo”.
Il consigliere di Insieme X così conclude: “Circa l’auto-assoluzione che gli amministratori si sono già attribuiti in merito alla mia denuncia, ergendosi così anche al ruolo di magistrati, porgo l’invito a stare sereni poiché confido che come per Federico II di Prussia anche per Voi “ci sarà pure un Giudice a Berlino”.