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Albisola Superiore, venerdì 21 agosto ritorna la rassegna “Teatro a San Nicolò”

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Albisola Superiore, venerdì 21 agosto ritorna la rassegna “Teatro a San Nicolò”
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Albisola Superiore. Con due appuntamenti musicali a ingresso libero ritorna, nel suggestivo scenario del sagrato della chiesa di San Nicolò, la rassegna “Teatro a San Nicolò: ricordando 2015”, organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Albisola Superiore.

Il primo appuntamento sarà venerdì 21 agosto, alle 21.15, con “L’armonia delle sfere” dell’Ensemble vocale – strumentale “Pro Musica Antiqua” (Maria Catharina Smits, soprano, Alessia Privitera, flauto, Renato Bajardo, flauto e cornetto, Emilio Pernici, flauto e bombarda, Orsolina Gnan, trombone, Gaetano Conte, flauto e dulciana, Francesca Del Grosso, viella, Annalisa Del Grosso, viella, Gianpaolo Minuti, violone, Virginio Fadda, tiorba, Mario Del Grosso, organo).

Un affascinante spettacolo ricco di suggestioni evocative del mondo antico: una rielaborazione degli Intermedi della Pellegrina, corredata da letture e proiezioni di immagini: “Le Stravaganze dei Medici”, meglio note come “Gli Intermedi della Pellegrina”, scritte verso la fine del ‘500 da autori vari in occasione del matrimonio di Ferdinando De Medici e Cristina di Lorena, rappresentano una delle massime espressioni artistiche di quella stessa concezione cosmologica del mondo antico, già meravigliosamente descritta nella Divina Commedia.
In particolare le sinfonie, con il loro incedere complesso ed armonioso, ben rappresentano la vibrazione ed il ritmo del moto perpetuo dell’Universo, principio armonico del perenne pulsare del divenire. Anche i madrigali si uniformano a questa concezione universale, sia quando descrivono l’incessante moto del mare, sia quando rivolgono lo sguardo al buio inferno o verso i ranghi celesti. Musica di rara bellezza, composta all’apice evolutivo della grandiosa polifonia rinascimentale.
L’esecuzione di canti e musiche è completata da una proiezione di immagini sceniche e da letture, a cura di Giuseppe Benzo, di alcuni passi particolarmente evocativi della Divina Commedia.

Venerdì 4 settembre, sempre alle 21.15, i “Liguriani” presenteranno “La Monferrina di Napoleone”, canti e danze della tradizione nord italiana e francese al tempo di Napoleone eseguiti da Fabio Biale (voce e violino), Michel Balatti (flauto traverso), Fabio Rinaudo (cornamusa), Filippo Gambetta (organetto e mandolino) e Claudio De Angeli (chitarra).

Il concerto commemora il passaggio di Napoleone nei territori locali durante la “Campagna d’Italia”.
Il dominio francese ha lasciato in eredità al repertorio tradizionale dell’Italia del nord canti e balli allora molto in voga. Lo spettacolo racconta, attraverso la musica e le ballate, i diversi aspetti della vita del tempo, caratterizzata sia dalla gioia per una libertà nuova, sia dal dolore per la guerra e la violenza. Il repertorio mette a confronto danze e canti appartenenti all’eredità francese ed a quella italiana.

Il Generale corso non era un grande amante del ballo ma aveva un debole particolare per una contraddanza dal titolo “la Monaco”. Testimonianze ricordano come “la Monaco” fu l’unico ballo che Napoleone Bonaparte, allora giovane Console della Repubblica, accettasse di ballare. Nella sua veste di Generale, sembra che Bonaparte fischiettasse l’arietta sul fronte di guerra soprattutto quando vedeva fuggire il nemico e, nel repertorio dell’appennino emiliano, troviamo un’antica danza dal titolo “A la Mènaco”.
I francesi portarono la coscrizione obbligatoria nelle terre italiane. Molti giovani furono per la prima volta obbligati ad arruolarsi e subito nacquero canti come “Partir, partir bisogna”, per ricordare questo tristissimo momento.
I soldati francesi riportarono nelle loro terre ricordi, amori e musiche. Tra queste ritroviamo la famosa “La Carmagnol”, danza che diventò uno dei canti più famosi della rivoluzione.

“Con questa rassegna, di grande interesse – sottolinea l’assessore alla cultura Giovanna Rolandi -, prosegue la collaborazione con la confraternita e la parrocchia di San Nicolò, sempre sensibili alla valorizzazione del prezioso complesso architettonico omonimo”.

Andrea Chiovelli
20 Agosto 2015 alle 8:27
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