
In provincia di Savona l’export ha segnato un +14,3%: in aumento sia le vendite verso l’area extra-UE (+10,8%) che quelle verso i paesi dell’UE (+16,3%). I prodotti chimici si confermano la voce principale dell’export provinciale, con un incremento pari al 10%, di cui oltre la metà destinati ai paesi extra-UE con un incremento del 23,2% a fronte di un calo del 2,6% verso l’area comunitaria. Questi i dati diffusi oggi da Unioncamere che ha analizzato l’export nel primo trimestre 2015.
Prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca si registra un + 11,8%, + 14,9% per i prodotti delle attività manifatturiere, + 26,1% per i prodotti delle attività dei servizi di informazione e comunicazione, + 75,9%, per i prodotti delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, + 5,6% per le merci dichiarate come provviste di bordo, merci varie. Segno negativo per i prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (-36,1%) e per i prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (– 7,3%).
Il dato ligure dice che le vendite di beni sui mercati esteri risultano in aumento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e in linea con la variazione dell’export nazionale (+3,2%).
La Liguria, che rappresenta solo l’1,7% delle vendite nazionali all’estero, ha registrato una dinamica positiva, +3,2%, passando da 1.649 a 1.702 milioni di euro: di questi 965 milioni sono destinati verso paesi Extra-UE (il 56,7% del totale), in calo del 2,6%, mentre verso l’area comunitaria l’export è cresciuto del 12,0%.
Tra i settori trainanti e quantitativamente più significativi troviamo le attività manifatturiere, i cui prodotti rappresentano il 90% dell’export, e che, rispetto al primo trimestre 2014, hanno registrato una crescita del 3,7%.