
Spotorno. Tassa di soggiorno, sì o no? In questi giorni l’argomento tiene banco a Spotorno, dove, accusa il consigliere di minoranza Franco Bonasera, “la giunta prima la vuol mettere ma poi desiste dopo le proteste”.
“A mio avviso il provvedimento sarebbe stato illegittimo” precisa l’ex candidato sindaco, che ha quindi deciso di prendere carta e penna e scrivere una lettera al sindaco Gian Paolo Calvi e, per conoscenza, all’Associazione Albergatori ed ai singoli operatori economici.
Di seguito il testo integrale della lettera.
In questi giorni ho letto sull’argomento dichiarazioni pubbliche, ho ascoltato i rumors del paese tutti contrari all’idea della Giunta Comunale di applicare a Spotorno la tassa di Soggiorno per il corrente anno. Dopo una recente riunione, che Lei ha avuto con gli operatori economici ho appreso, da una Sua pubblica dichiarazione odierna, che Lei abbia deciso di non assumere il provvedimento per l’anno in corso, riservandosi di valutare la delibera per il 2016. Mi permetta, Egregio Signor Sindaco, di fare alcune valutazioni sull’argomento e come mio costume di porre osservazioni costruttive e a differenza di altri non speculative.
Ogni nuova tassa, ovviamente, solleva proteste da parte di coloro che la devono subire. Come Lei saprà l’Imposta di Soggiorno è una tassa a carattere locale applicata a carico delle persone che alloggiano in strutture ricettive delle località classificate come turistiche e delle città d’arte. Nel 2010 un decreto legislativo la introdusse per la città di Roma. Successivamente il decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 la introdusse anche per i comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni, nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche. Elenco richiamato dalla legge 15/2015 Art.35 comma 4. Peccato però che l’elenco non è stato ancora redatto dalla Regione Liguria e pertanto il Suo provvedimento sarebbe stato illegittimo e non applicabile, ancorchè suoi sostenitori si diano un gran d’affare mediatico per assumere la paternità della mancata applicazione. I ricorsi peraltro annunciati avrebbero probabilmente fatto cadere l’imposta. Ciò premesso ritengo che il particolare momento di crisi economica, con la ripresa che stenta ad arrivare, dovrebbe indurre chi amministra a non pensare neppure per un attimo di istituire una nuova tassa che colpisce in modo particolare una categoria che ha visto cambiare la propria utenza: soggiorni più brevi, esigenze maggiori, richieste di prezzi più contenuti. Non si dovrebbe inoltre neppure farsi sfiorare dall’idea di immettere una nuova imposta a stagione già iniziata, non si cambiano le regole del gioco a “partita in corso”. Non si può farsi venire l’ idea, neppure per un attimo, di applicare l’ennesimo balzello destinato a confluire nel calderone del bilancio disperso in mille rigagnoli e finalizzato a far quadrare i conti.
L’imposta di soggiorno dovrebbe essere una tassa di scopo da reinvestire nel turismo e nelle infrastrutture ad esso collegate. Ma, se non sbaglio, non esiste un piano organico in tal senso; non vi è un progetto per l’utilizzo di tali somme, la tassa sarebbe stata immessa unicamente per far quadrare il bilancio in base alle previsioni assunte riversando sugli operatori economici delle nostra città un nuovo onere da affrontare, non importa se questo sarebbe stato onorato di tasca propria o se sarebbe stato fatto pesare sulla clientela. L’aumento dei prezzi diminuisce, come Lei ben saprà, la competitività. Purtroppo in questi anni non sono state migliorate le infrastrutture turistiche , abbiamo perso campi da tennis, campo di calcio, cinema; non sono stati realizzati investimenti caratteristici nel settore dei lavori pubblici che, come più volte da me dichiarato, sarebbero serviti non solo per i residenti ma anche per i nostri turisti; non sono stati risolti i grandi temi delle incompiute che tanto pesano sulla nostra città. Certamente, questo lo so, non è stata solo colpa sua.
Termino auspicando che, in base alle motivazioni sopra esposte la decisione di non applicare la tassa di soggiorno valga non solo per l’anno in corso ma anche per il 2016 anno di fine mandato.