
Alassio. Soggiorni in hotel ad Alassio e Torino interamente pagati, ma anche l’incasso di tremila euro grazie alla vendita di alcuni gioielli di famiglia. Il tutto approfittando dei problemi psichici di una trentaduenne residente nella zona di Alessandria che ha finito per essere raggirata.
A finire nei guai, con l’accusa di circonvenzione d’incapace, sono stati un trentenne andorese, Biagio G., e un ventottenne residente nel pietrese, Francisco D.M., che per questa vicenda sono stati condannati in tribunale a Savona. Il primo a due anni di reclusione e 1500 euro di multa, mentre il secondo a diciotto mesi di reclusione e 1200 euro di multa. Entrambi sono stati condannati inoltre a versare alla vittima del raggiro un risarcimento danni complessivo di ottomila euro.
Gli episodi contestati risalivano al periodo tra aprile e maggio del 2012 quando, secondo l’accusa, la coppia di amici si è fatta finanziare dalla donna i soggiorni in un hotel di Alassio, l’albergo “Lidia”, e in una struttura ricettiva di Torino, il “Lux”. Biagio G. e Francisco D.M. avrebbero anche convinto la ragazza (che secondo il perito era suggestionabile a causa del suo stato di deficienza psichica) a vendere diversi oggetti preziosi di famiglia facendosi consegnare i soldi incassati.