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Rissa e omicidio a Savona, Vaccarezza: “Lo Stato non tutela, i cittadini dovranno difendersi da soli” fotogallery video

"Il Governo non dà più risposte e delega ai sindaci. Enzo Canepa è un patriota"

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Savona. “Io sono stupito di quelli che si stupiscono per quanto è successo stanotte a Savona. Certo è un’immensa tragedia quando si perde una vita umana. Ma questa è figlia di politiche che purtroppo stiamo vedendo realizzare in questo territorio”.

Così l’ex presidente della Provincia e ora capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Angelo Vaccarezza a proposito della rissa culminata in un omicidio di ieri sera in via Cimarosa a Savona. Per Vaccarezza, come detto, ciò è successo è da imputare alle politiche scarsamente incisive messe in atto per la tutela della pubblica sicurezza. A tutti i livelli: “Mi stupisce quello che ha detto oggi il ministro degli interni, che ha affermato di aver paura che il razzismo prevalga in Italia e aumentino le manifestazioni contro gli immigrati. Ma in questo paese si entra senza chiedere il permesso. Questo è un Governo che non tutela i confini, che non verifica chi arriva, da dove scappa, le motivazioni per le quali arriva, perché è venuto in Italia e a fare che cosa. Soprattutto non verifica in quali condizioni di salute si trovi“.

Senza un Governo attento, la palla passa a chi presidia il territorio, cioè i sindaci: “Adesso coloro i quali devono dare le risposte non stanno più al Governo, al quale interessa solo far lavorare qualche cooperativa che si possa mettere qualche euro in tasca su questa operazione. Le risposte devono arrivare dai sindaci. E ci si sorprende quando questi si ribellano. Come il sindaco di Alassio, che promuove un’ordinanza sanitaria per sapere quali siano le condizioni di salute delle persone che arrivano nella sua città. O come tutti gli altri sindaci che l’hanno seguito. Quello che hanno fatto è all’interno della Costituzione? E’ all’esterno? Non lo so. Ma il sindaco di Alassio è un patriota. E’ uno che prima ha tutelato i suoi, è un padre di famiglia che prima si preoccupa dei suoi figli. Ha fatto bene, a prescindere dal fatto che lo potesse o non lo potesse fare”.

Tornando ai fatti di via Cimarosa, il numero due di Palazzo Sisto Livio Di Tullio oggi ha detto: “Se, come penso emergerà che il bar Paradiso di via Cimarosa, dove ha avuto luogo la rissa, era già stato segnalato alla Polizia, qualcuno dovrà rispondere del mancato preventivo intervento. I ‘questurini’ di una volta conoscevano il territorio e se c’era un bar pieno di teppa, tanto facevano che alla fine lo chiudevano. I ‘questurini’ di una volta, se c’era un furto in una abitazione, tanto facevano che li beccavano”.

Una posizione che non ha soddisfatto Vaccarezza: “La colpa è di chi ha messo la polizia nella possibilità di non poter più lavorare, con migliaia di delinquenti che arrivano nelle nostre città senza che i fermi effettuati dalle forze dell’ordine si traducano in arresti confermati. Polizia e carabinieri fermano i delinquenti e dopo due minuti c’è un giudice che li rimette in libertà. Questa è una società nella quale non c’è la certezza della pena. Chi delinque può delinquere tranquillamente, che sia italiano o che sia extracomunitario“.

E poi c’è il paradosso: “E’ talmente una società che va al contrario che lunedì mattina a Genova ci sarà una manifestazione in ricordo del G8 e gli unici che non potranno andare in piazza saranno i poliziotti perché la questura ha vietato al sindacato di polizia di partecipare perché la presenza è considerata provocatoria”.

“Questa – conclude Vaccarezza – è una società che va al contrario e che dobbiamo rimettere a posto altrimenti non riconosceremo più il sangue per le strade. Il sangue di chi delinque si mischierà a quello di chi per tutelarci avrà dovuto compiere l’estremo gesto senza la salvaguardia delle istituzioni. Ma nessuno si deve stupire se fra un po’ sempre più persone penseranno che in uno Stato che non tutela e che mette a rischio la serenità, la tranquillità e la salute dei figli, qualche cittadino penserà che è arrivato di fare da sé. Personalmente, quando sentirò minacciati i miei due figli io sarò uno di questi”.

Luca Berto
18 Luglio 2015 alle 15:29
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