
Savona. Un operaio di 35 anni di Torre del Greco, in provincia di Napoli, Giorgio Velardo, impegnato nei lavori di rinforzo della diga frangiflutti del porto di Savona, è morto questo pomeriggio probabilmente stroncato da un malore improvviso.
L’uomo si trovava a bordo di una chiatta, il “Lella” impegnata dal mese di maggio nell’intervento a poca distanza dall’area dove troverà posto il deposito del bitume quando si è sentito male forse per il caldo torrido di questi giorni. Accanto alla chiatta anche un rimorchiatore, il “Vincenzo IV”.
L’emergenza in mare è scattata poco dopo le 16. Poco dopo sono stati allertati i soccorsi da parte del comandante della chiatta e che ha tentato anche di rianimarlo insieme agli altri tecnici a bordo.
Sul posto sono arrivate l’ambulanza della Croce Bianca e l’automedica del 118 col medico rianimatore. Quindi la guardia costiera che hanno trasportato i sanitari su un gommone per raggiungere la chiatta che era ormeggiata lungo la scogliera nei pressi della fortezza del Priamar.
Per l’uomo, padre di due figlie, è un dipendente della Cem di Napoli, società di lavori di costruzioni che si è aggiudicata i lavori di rinforzo della diga frangiflutti, non c’è stato più nulla da fare.
Il caso è stato poi segnalato alla Procura della Repubblica di Savona. Della vicenda se ne occupa il magistrato Ubaldo Pelosi che ha autorizzato la rimozione della salma ora a disposizione dell’autorità giudiziaria presso la camera mortuaria del cimitero di Savona Zinola dove sarà sottoposto ad autopsia. Il rimorchiatore è stato fatto ormeggiare al porto di Savona.