
Altare. “Il cane sta bene. Dire che le sue condizioni di salute sono migliorate grazie ai volontari che lo hanno sfamato è assurdo”. Dopo il sindaco Davide Berruti e il gruppo di persone che per primo ha segnalato il “caso”, ora a dire la propria è la famiglia che possiede il cane “recluso” di Altare.
Ieri il sindaco Davide Berruti aveva parlato di una situazione a norma dopo i controlli dell’Asl e della polizia municipale. Di fronte a queste affermazioni il gruppo di che si è mobilitato per l’animale si era detto “sconcertato”: “Abbiamo seguito con attenzione tutta la vicenda e possiamo affermare con sicurezza che i controlli sono stati eseguiti con superficialità. Le condizioni fisiche dell’animale negli ultimi due mesi sono migliorate grazie al buon cuore di volontari che l’hanno sfamato con continuità. Inoltre è stato lavato e spazzolato, ma solo dopo sollecitazioni esterne esercitate sul proprietario”.
“Il cane non ha alcun tipo di problema – ribatte una delle figlie della proprietaria – Viene sottoposto regolarmente a visite veterinarie dalle quali risulta sempre sano. L’unico ‘guaio’ è un’intolleranza ai carboidrati. Anche per questo chiediamo che nessuno gli dia da mangiare alimenti che contengono queste sostanze. Per il resto il veterinario ha certificato che il cane sta bene, è tenuto perfettamente e pulito“.
“Qualcuno sostiene che viva in pochi metri – prosegue la figlia della proprietaria – In realtà sul retro dispone di 70 metri quadri nei quali può aggirarsi liberamente. Mio cognato e mia sorella lo portano a fare una passeggiata ogni volta che possono e gli danno da mangiare tre volte al giorno”.
Insomma, il “caso” pare non esserci affatto: “Siamo tutti affezionatissimi al nostro cane e non ce ne separeremmo mai. Anche per questo siamo stufi di essere continuamente attaccati. Questa è diventata una vera e propria telenovela basata tra l’altro su cose non vere. Ad esempio, non è vero che quando l’animale è stato visitato dall’Asl non c’era nessuno. C’erano mia madre e mia sorella. E mia madre e mia sorella c’erano anche quando sono venuti i vigili”.