
Alassio. Il Nucleo Operativo del Comando Compagnia Carabinieri di Alassio ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Savona Fiorenza Giorgi nei confronti del cittadino del Bangladesh I.M. di 34 anni, di professione ambulante nei mercati settimanali e residente ad Alassio, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamento, lesioni personali e procurato aborto ai danni della moglie sua connazionale S.S. di 26 anni.
Il provvedimento arriva a conclusione di una articolata attività di indagine del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Alassio, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Battista Ferro, a seguito di una denuncia presentata dalla parte offesa ovvero moglie dell’arrestato da anni vittima di angherie, minacce e violente percosse al punto da procurarle, nell’anno 2012, un aborto al terzo mese di gravidanza.
Le violenze sono proseguite per anni sino allo scorso mese di marzo, inducendo la donna a fuggire dall’abitazione di Alassio trovando rifugio in una casa dell’Imperiese, dove è stata ospitata da un connazionale il quale è diventato a sua volta bersaglio di minacce da parte di I.M. che in una circostanza ha cercato di investirlo, procurargli alcune lesioni dopo averlo inseguito per le vie della città.
L’uomo, fermamente determinato a ritrovare la moglie, ha fissato addirittura una taglia tra gli appartenenti alla comunità del Bangladesh affinché lo aiutassero a ritrovarla. Attraverso l’attività di indagine, nell’ambito della quale ci si è anche avvalsi della collaborazione di una psicologa, sono stati raccolti tutti gli elementi che hanno consentito di richiedere la misura della custodia cautelare in carcere di fatto emessa dal gip del Tribunale di Savona.
La misura cautelare è stata emessa con urgenza in quanto l’uomo ha proferito anche minacce di morte sia nei confronti della moglie che della persona che le ha fornito ospitalità.