
Alassio. “Rispetto il risultato delle urne, ma mi aspettavo un maggiore riconoscimento per il lavoro fatto in questi anni”. Non nasconde la sua delusione, Marco Melgrati. Le urne delle regionali lo hanno visto ottenere tremila e 493 preferenze personali, un risultato di tutto rispetto che però non è stato sufficiente a permettergli di avere un posto in consiglio regionale. A “rubargli” lo scranno che ha occupato negli ultimi cinque anni è stato l’ex sindaco di Loano ed ex presidente della Provincia Angelo Vaccarezza, che ha ottenuto quattromila e 506 preferenze.
“Sono fatalista – osserva Marco Melgrati – Sapevo che Vaccarezza era molto forte grazie ai buoni rapporti che ha stretto con sindaci e assessori durante i suoi anni da presidente della Provincia. Sinceramente mi aspettavo un maggiore riconoscimento per il lavoro fatto in questi anni, soprattutto per quanto riguarda la sanità. Mi aspettavo un risultato diverso soprattutto su Albenga e Pietra Ligure, che sono i comuni più interessati dal mio impegno vista la presenza dei due ospedali sul loro territorio. Forse alla gente non interessa questo tipo di lavoro o non ci ha fatto caso o al momento del voto era distratta. Mi dispiace”.
Ora c’è da augurarsi che chi prenderà il suo posto continui anche il suo lavoro: “Spero che ora che la Regione è passata in mano al centrodestra qualcuno riprenda il mio lavoro e lo porti a compimento, perché è necessario restituire all’ospedale di Albenga tutte le specialità che sono state sottratte (a cominciare dal pronto soccorso) e ridare al Santa Corona la dignità di Dea di 2^ livello”.
Ma i sostenitori di Melgrati hanno ancora una speranza: l’ex sindaco di Alassio, infatti, potrebbe tornare in gioco in qualità di assessore esterno. Un’ipotesi che lo convince a metà: “Come diceva Brenno, ‘Guai ai vinti’. Non ci penso più di tanto. E’ giusto che sia nominato assessore chi ha vinto le elezioni. Certo è che è difficile mantenere il numero legale in consiglio quando un consigliere ha anche incarico di assessore. Gli impegni sono tanti e occorre essere sempre presenti. La nomina di un assessore esterno sarebbe auspicabile, ma per quello che mi riguarda non metto le mani avanti. Se si riterrà che il mio impegno possa essere utile sarò felice di mettermi a disposizione, ma se così non fosse non ci saranno problemi. Anche perché mi metto nei panni di un candidato che è stato eletto e che si vede ‘togliere’ l’incarico da uno che non ha vinto. A me darebbe fastidio”.
In questo momento Melgrati è disoccupato. Almeno politicamente: “Sono un architetto, ho uno studio molto ben avviato al quale ho sottratto tempo ed energie per dedicarmi alla politica. Perciò tornerò a fare l’architetto”.
Ma qualcuno già ipotizza che Melgrati sia pronto a rimettersi in gioco e addirittura stia valutando l’ipotesi di ripresentarsi alle elezioni per la carica di sindaco di Alassio: “E’ un problema non attuale – ricorda il forzista – L’attuale sindaco Enzo Canepa ha ancora tre anni di mandato davanti a sé. A suo tempo aveva detto di avere intenzione di fare un solo mandato. Vedremo cosa succederà tra tre anni”.
Qualcuno sostiene che tra Canepa e Melgrati ci sia un po’ di tensione dovuta al fatto che l’attuale primo cittadino non abbia sostenuto l’ormai ex consigliere regionale come questi si aspettava: “Non c’è nessuna maretta – ribatte Melgrati – Da Canepa ho avuto un grande appoggio e ciò è dimostrato dal risultato prestigioso che ho avuto proprio ad Alassio, dove ho doppiato il risultato della Lega e del mio diretto concorrente nella stessa lista di Forza Italia, cioè Vaccarezza”.