
Loano. Un “collega di partito” presidente e un ex sindaco di Loano (nonché suo amico d’infanzia) in consiglio regionale. Non ammette apertamente di sentirsi nella proverbiale botte di ferro, il primo cittadino loanese Luigi Pignocca. Ma di certo contare sulla presenza di Giovanni Toti e di Angelo Vaccarezza nel nuovo governo regionale consentirà all’amministrazione da lui guidata di avere un filo ancora più diretto con la Regione nel caso ci fosse bisogno di un “intervento dall’alto” decisivo per dirimere alcune delle problematiche che potrebbero presentarsi sul territorio.
“Con l’amministrazione regionale precedente abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto – concede Pignocca – Ma di certo avere un referente diretto per quel che riguarda le problematiche che Loano e tutti gli altri Comuni del comprensorio si troveranno ad affrontare è un fatto importante“.
Pignocca ha già pronta una bella lista di questioni da sottoporre al suo predecessore alla guida di Palazzo Doria a Loano: “Di certo – precisa – una delle questioni più importanti è quella del sub-ambito idrico. Il nostro territorio ha bisogno di avere un occhio di riguardo per quel che riguarda la gestione del ciclo idrico integrato. Io e gli altri sindaci e amministratori abbiamo già portato avanti la pratica a livello locale e provinciale, ma ovviamente è fondamentale l’intervento della Regione”.
“Ma occorre prestare un’attenzione particolare pure alla gestione del rischio idrogeologico, alla cura dei corsi d’acqua, dei fumi e alvei e alla tutela della sanità pubblica, che in questo momento si trova a fare i conti con difficoltà sempre maggiori. Ad Angelo Vaccarezza chiederò soprattutto di portare in consiglio regionale le tante istanze che provengono dagli abitanti e dagli utenti del territorio”.
C’è poi un altro aspetto legato ai bilanci: “I Comuni come il nostro spesso si ritrovano ad avere una gran quantità di risorse economiche ma non la libertà di poterle spendere come vorrebbero a causa dell’ormai noto patto di stabilità. Sarebbe importante che la Regione sbloccasse il patto di stabilità verticale, in modo da far ripartire i lavori pubblici. Ma purtroppo si tratta di una questione che non dipende esclusivamente dalla Regione, ma anche e soprattutto dallo Stato”.