
Albenga. “Per la terza notte consecutiva, ieri sera le macchinette ‘Point of Care Testing’ per gli esami del sangue in tilt”. Questa la nuova denuncia del vicecoordinatore regionale di Forza Italia Marco Melgrati, che continua: “Quella di ieri è stata la terza notte di fila in cui al punto di primo intervento dell’ospedale Santa Maria di Misericordia non si sono potuti fare esami del sangue con le macchinette Poc (che avevo tanto criticato all’atto della loro installazione con numerose interrogazioni) perché per un guasto del server Internet che riguarda tutta l’Asl non consente di stampare le etichette che permettono al Point of Care di lavorare”.
“Durante il giorno, fino alle 21, quando il laboratorio è aperto, dal punto di primo intervento si fanno richieste cartacee e il laboratorio esegue gli esami. Di notte, stante il blocco delle macchinette, si deve mandare tutto al laboratorio (aperto per ora) del Santa Corona. Con quali costi? Dove sono i risparmi tanto sbandierati? E inoltre avevamo appreso nel recente passato che queste macchinette sono da sostituire con altre di nuova generazione. Ma se sono appena entrate in funzione? A chi verranno addebitati questi costi? Nessuno ha avvisato nessuno, il 118 continua a mandare ambulanze e i pazienti anche gravi aspettano i risultati delle analisi da Pietra Ligure almeno tre o quattro ore. E’ una vergogna che deve finire! Aspettiamo che ci scappi il morto?”
Ma ci sono altri problemi: “Il personale del punto di primo intervento, sia medico che infermieristico, e sotto organico e allo stremo. Come avevo già denunciato nel recente passato, mancano due medici: uno già da tempo in maternità, un’altra fra qualche giorno; gli infermieri devono i occuparsi di un numero sempre maggiore di pazienti, devono occuparsi di pazienti sempre più gravi, non c’è personale sufficiente per monitorare i pazienti in osservazione. Il primario ha chiesto un numero maggiore di infermieri ma non verranno assegnati. Nel frattempo non vengono pagati gli straordinari, con il mese di maggio sono finiti i fondi destinati a questo, e per questo gli infermieri accumulano ore di lavoro da recuperare attraverso riposi aggiuntivi. Riposi che non potranno mai fare perché, essendo in numero insufficiente, non possono neppure godersi le ferie accumulate negli anni passati”.
Prosegue Melgrati: “Non si può continuare così e sperare che non succeda niente. Gli accessi continuano ad essere in crescita esponenziale, a oggi più dell’anno scorso, e la stagione balneare, che porta un incremento esponenziale degli accessi, è appena iniziata. Si stima un trend di 24 mila accessi l’anno e già ci sono stati mille accessi in più dell’anno scorso. Inoltre persiste il problema della radiologia: sono presenti solo 3 medici il cui compito è quello di refertare tutti i tipi di analisi radiologiche richieste da reparti di ospedale e punto di primo intervento. Il numero dei medici è insufficiente per coprire la turnazione ed allo stesso tempo garantire al personale i giorni di riposo previsti, i giorni di riposo addizionali per smaltire le radiazioni assorbite, per poter andare in ferie con i propri familiari. Ad oggi, non sono previsti nuovi arrivi di medici: secondo le necessità dal momento, vengono infatti chiamati a gettone medici provenienti dagli altri ospedali che, avendo metodo di lavoro diversi, non sono comunque in grado di sopperire all’assenza dei medici titolari: su tutto la disponibilità a comprendere, leggere e refertare lastre, tac ed altro che non sia strettamente competente alla propria specifica tematica lavorativa”.
“Come se non bastasse, il costo mensile di questi gettoni è decisamente superiore al costo di un medico aggiuntivo dislocato in modo permanente. Soprattutto in ordine al servizio del Punto di Primo Intervento, la mancanza di medici radiologi fa sentire i suoi effetti…le attese dei referti sono lunghe…e qualcuno fa attività intramoenia durante le ore di servizio. Il buco della sanità di 100 milioni di euro della giunta di sinistra Burlando-Paita-Montaldo, coperto fittiziamente con la vendita dei plessi ospedalieri dismessi ad Arte Genova, sotto la lente di ingrandimento della magistratura contabile (e non solo) non è bastato ad evitare disagi e disservizi. I tagli dissennati alla sanità, soprattutto nel ponente savonese, stanno mettendo alla corda un sistema già delicato. Altro che risanamento della sanità. Il presidente Giovanni Toti e il nuovo assessore alla sanità dovranno lavorare molto soprattutto in riorganizzazione per recuperare i danni messi in atto da 10 anni di politiche di tagli e disorganizzazione della giunta di sinistra, punita anche per questo dagli elettori nelle recenti elezioni regionali”.