
Albenga. “Questa mattina la ‘sora’ Lella Paita si è presentata in visita pastorale all’Ospedale di Albenga, accompagnata dal ‘fido’ Miceli, assessore in pectore, e dai candidati De Vincenzi, Righello, Veirana (quella che correva scalza per incontrare il divino ‘vate’ Renzi sulla pista dell’aeroporto di Villanova) e Rambaudi. Hanno preteso di fare il giro di tutti i reparti (o almeno di quelli rimasti) per un tour elettorale. Peccato che questi soggetti politici sono gli stessi che questo Ospedale lo hanno massacrato e spogliato di reparti, ambulatori e di attività, gli stessi che hanno voluto il declassamento del Pronto Soccorso a Punto di Primo Intervento, gli stessi che volevano chiudere il PPI di notte”. E’ un fiume in piena Marco Melgrati, consigliere regionale uscente e nuovamente candidato per Forza Italia, nel commentare la visita di questa mattina dell’avversaria Raffaella Paita in terra ingauna.
“Ovviamente tutto bello, tutto bene – ironizza il forzista – E allora non devono fare altro che condividere il ‘protocollo’ che ho chiesto di firmare l’altro giorno e che prevede il ripristino del Pronto soccorso di Albenga integrato al Dea di secondo livello secondo il modello di Imperia e Sanremo, la reperibilità nelle due sedi unica per tutte le specialità (come già accade ad esempio per l’oculistica), la riapertura delle due camere con letti di Osservazione Breve Intensiva al Pronto Soccorso della sede di Albenga, l’immediato ripristino della consulenza Oncologica presso il Day Ospital del reparto di Medicina, con i trattamenti di chemioterapia, la modifica delle regole di ingaggio del 118 privilegiando in primo luogo la vicinanza geografica ad esclusione ovviamente di particolari casi da normare in modo preciso, la reperibilità chirurgica 7 giorni su 7 (i cui costi sarebbero risibili, nell’ordine dei 20.000 euro l’anno), l’apertura del reparto di chirurgia non solo 5 giorni su 7 ma 7 giorni su 7, l’ambulatorio ortopedico tutte le mattine almeno fino all’una dal lunedì al sabato compreso, con personale dell’ortopedia e traumatologia, ed il trasferimento dalla sede di Pietra nella sede di Albenga di reparti di elezione o bassa complessità”.
“Ma noi – conclude il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati – sappiamo bene che è solo una visita elettorale, e che l’integrazione tra l’Ospedale di Albenga e l’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure che dovranno essere sempre di più un solo Ospedale, sulla scorta di esempi già presenti (come Cuneo), non rientra nei piani del PD in Regione, né oggi né mai. E che non firmeranno mai questo protocollo. E allora ‘passata la festa gabbato lo santo’… ma questa volta i cittadini sapranno scegliere chi sarà a rappresentarli, e la ‘sora’ Lella e i suoi compagni la mattina del 1 di giugno rischiano di svegliarsi in un mare di sudore”.
Dello stesso tenore le dichiarazioni di un altro forzista, Matteo Canciani. “Paita fa visita ai nosocomi savonesi? I responsabili tornano sempre sulla scena del deturpamento – scrive – Però una cenetta con la cooperativa non manca mai, come dire ‘dare per avere’.
Con quale faccia la candidata governatrice oggi fa visita al nosocomio pietrese e ingauno? Dopo anni e anni di deturpamento di specialità, dopo la chiusura del Pronto Soccorso ingauno e la chiusura delle farmacie ospedaliere il PD ligure si presenta all’interno delle strutture per promettere cosa? Non gli bastano le promesse da marinaio già sentite e risentite ma mai attuate?”.
“Su Santa Corona sicuramente verrà detto che la Regione avrà intenzione di finanziaria milioni e milioni di euro per ristrutturare la struttura attuale, ma con quali soldi? – prosegue – La verità è semplice: dopo la colata di cemento nella zona degli ex cantieri navali di Pietra Ligure (11 palazzine a 5 piani più zona commerciale) a beneficio delle tasche del piddino Colaninno, anche qui c’è il rischio di vedere l’ennesima cementificazione nella cittadina savonese. Questa incessante politica di cementificazione ha portato negli ultimi anni più danni che benefici per tutti, non riuscendo a comprenderla. Al posto di costruire ex novo perché non ristrutturare il ‘vecchio’ dando la possibilità anche ai piccoli artigiani di lavorare, al posto di ridursi ad accettare lavori in subappalto, a volte senza guadagnarci nulla? Ci sono migliaia ci appartamenti invenduti, il valore delle case diminuisce e le tasse su di essa sempre più alte”.