
Liguria. “Abbiamo visto in questi giorni le nostre città invase dal volto di una aspirante Presidente della Regione Liguria del PD, Raffaella in arte ‘Lella’ Paita, con uno slogan elettorale che suona come fantasioso nella più benevola accezione, e come una ‘presa per il sedere’ per una valutazione obiettiva. GenoVa Veloce… ma dove? Ma quando?”. Ricorre al suo solito stile, a metà tra l’ironia e il “piccone”, il consigliere regionale Marco Melgrati nel commentare lo slogan scelto da Raffaella Paita per la propria campagna elettorale sui manifesti.
Un concetto, quello di “Genova che va veloce”, che secondo il capogruppo di Forza Italia stride con la storia ligure degli ultimi anni: “Ecco un breve elenco, di come GenoVa Veloce – tuona Melgrati – GenoVa Veloce come gli anni per arrivare ad un accordo sulla Gronda, non ancora raggiunto e comunque priva di finanziamento… GenoVe Veloce come le code interminabili in autostrada nei week-end o nei ponti festivi, come l’ultimo di Pasqua, per la assenza appunto della Gronda e la mancata programmazione di direttrici alternative come la Albenga -Predosa… GenoVa Veloce come le false promesse elettorali di cinque anni fa sul tunnel della Val Fontanabuona… GenoVa Veloce come i treni dei pendolari sporchi, insufficienti e sempre in ritardo, o come quelli cancellati da e verso il Piemonte”.
E poi ancora: “GenoVa Veloce come i tempi di attesa interminabili ai Pronto Soccorso della Liguria… GenoVa Veloce come i tempi di attesa biblici per una mammografia, una tac o per farsi operare di cataratta (ne abbiamo preso una a caso)… GenoVa Veloce come le fughe in altre regioni del Nord Italia per farsi operare o per fare un esame per il quale in Liguria sono richiesti mesi se non anni, con i costi conseguenti sul bilancio della Sanità ligure… GenoVa Veloce come i tempi di realizzazione dei nuovi Ospedali in Liguria: Felettino di La Spezia, Galliera, quello del ponente Genovese, quello di Pietra Ligure e l’Ospedale di Arma di Taggia”.
Ma nel mirino di Melgrati finiscono anche altri temi: “GenoVa Veloce come la soluzione del problema dei balneari liguri, sotto la spada di Damocle della Direttiva Bolkestein… GenoVa Veloce come le discariche liguri chiuse che non possono più accogliere i rifiuti in attesa di interventi strutturali… GenoVa Veloce come la soluzione della depurazione del ponente savonese… GenoVa Veloce come le vertenze sulle grandi industrie manifatturiere Liguri (Piaggio, Esaote, Ilva, Fincantieri)… GenoVa Veloce come la soluzione del problema della centrale a carbone di Vado Ligure… GenoVa Veloce come la disoccupazione, soprattutto giovanile, che avanza inesorabile…GenoVa Veloce come i 127 mila disoccupati reali, le 64 mila famiglie in povertà e le 164 mila famiglie che faticano ad arrivare a fine mese in Liguria… GenoVa Veloce come i più di 3.000 disoccupati nel settore dell’edilizia nell’ultimo anno… GenoVa Veloce come la carenza di idee, investimenti e promozione della più grande industria ligure, il Turismo… GenoVa Veloce come le opere per il raddoppio ferroviario del Ponente, non ancora finanziate da Andora a Finale Ligure”.
“Spero vivamente che i liguri, e i genovesi in particolare, che ogni giorno vivono sulla propria pelle i morsi di una crisi che è sì mondiale, ma che nella nostra regione, per incapacità di gestione e di programmazione, si fa sentire più che in altre aree del paese, non si facciano irretire e incantare ancora una volta dalla ‘maga Circe’ del PD, il clone in gonnella e ectoplasma sbiadito del già sbiadito Burlando, grande burattinaio di questa nomination, riflettendo su tutte queste cose, e su altre ancora”, conclude Melgrati.